"Le evidenze scientifiche dell’ultimo decennio attribuiscono a Lactobacillus plantarum un importante ruolo nel processo di disacidificazione biologica dei vini rossi (G-Alegría et al., 2004; Pozo-Bayón et al, 2005; du Toit et al., 2010). I ceppi riferibili a tale specie, infatti, mostrano un profilo enzimatico più diversificato rispetto a O. oeni (Matthews et al, 2004; Mtshali et al, 2010), che potrebbe svolgere un ruolo importante nella modifica del profilo aromatico vino (Guerzoni et al. , 1995; Swiegers et al, 2005;. Lerm et al, 2011). Tuttavia, il successo della colture starter utilizzate per la fermentazione malo-lattica è influenzato dall’origine dei ceppi e dalla loro capacità di adattamento alle condizioni di vinificazione in ciascun vino (Ruiz et al., 2010; Gonzalez-Arenzana et al., 2012). Non a caso, infatti, l’impiego di generici ceppi commerciali spesso è causa di insuccessi produttivi. Sulla base di tale premessa, in differenti tipologie di vini rossi della tradizione dell’Italia meridionale si è voluto verificare la presenza di ceppi di Lb. plantarum e valutare la loro biodiversità. Pertanto venti campioni di vino rosso, riferibili a sei differenti tipologie di vini dell’Italia Meridionale, sono stati sottoposti ad analisi microbiologiche. In dettaglio, è stato adottato un approccio multiplo basato sull’analisi PCR-DGGE, sul sequenziamento della regione 16S rDNA e sull’analisi RAPD-PCR. . "

Presenza di lattobacilli in vini rossi tradizionali dell’Italia meridionale

IORIZZO, Massimo;TESTA, BRUNO;LOMBARDI, Silvia Jane;TIPALDI, LUCA;SUCCI, Mariantonietta;SORRENTINO, Elena;COPPOLA, Raffaele
2012

Abstract

"Le evidenze scientifiche dell’ultimo decennio attribuiscono a Lactobacillus plantarum un importante ruolo nel processo di disacidificazione biologica dei vini rossi (G-Alegría et al., 2004; Pozo-Bayón et al, 2005; du Toit et al., 2010). I ceppi riferibili a tale specie, infatti, mostrano un profilo enzimatico più diversificato rispetto a O. oeni (Matthews et al, 2004; Mtshali et al, 2010), che potrebbe svolgere un ruolo importante nella modifica del profilo aromatico vino (Guerzoni et al. , 1995; Swiegers et al, 2005;. Lerm et al, 2011). Tuttavia, il successo della colture starter utilizzate per la fermentazione malo-lattica è influenzato dall’origine dei ceppi e dalla loro capacità di adattamento alle condizioni di vinificazione in ciascun vino (Ruiz et al., 2010; Gonzalez-Arenzana et al., 2012). Non a caso, infatti, l’impiego di generici ceppi commerciali spesso è causa di insuccessi produttivi. Sulla base di tale premessa, in differenti tipologie di vini rossi della tradizione dell’Italia meridionale si è voluto verificare la presenza di ceppi di Lb. plantarum e valutare la loro biodiversità. Pertanto venti campioni di vino rosso, riferibili a sei differenti tipologie di vini dell’Italia Meridionale, sono stati sottoposti ad analisi microbiologiche. In dettaglio, è stato adottato un approccio multiplo basato sull’analisi PCR-DGGE, sul sequenziamento della regione 16S rDNA e sull’analisi RAPD-PCR. . "
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