The article deals with the theme of literary polemics in the Italian lyric poetry of the XIIIth century, focusing on the most representative and the most relevant aspects of the literary debate: from Sicilian lyric poetry to Dolce stil novo and Dante. The contrastive attitude in the metaliterary sphere is to be found almost exclusively in dialogical sonetti (“tenzoni”): analyzing their texts proves helpful in describing the contemporary literary canon and allows to point out the influence of major poetic models such as Guittone d’Arezzo or Guido Guinizzelli. In most cases the polemic displays through a “serious” attitude which excludes both vituperium and the burlesque features that are typical of the “comic-realistic” poets: this absence proves particularly striking within the outlook of medieval romance poetry, where this kind of dialectic devices are frequently employed in satiric genres.

L’articolo delinea il tema della “polemica letteraria” nella lirica italiana del XIII secolo, considerando i nuclei più rappresentativi all’interno dei dibattiti di argomento metaletterario, dai poeti siciliani fino allo Stilnovo e a Dante. L’attitudine contrastiva in questo ambito si attesta quasi esclusivamente nei sonetti in tenzone, a partire dai quali è possibile tracciare una sorta di canone contemporaneo, con alcune figure capaci di occupare una centralità assoluta, come Guittone d’Arezzo o Guido Guinizzelli. Inoltre, la polemica viene quasi del tutto espunta dalla poesia comico-realisitca – ad eccezione di Cecco Angiolieri –, la cui assenza risalta in un panorama, quello della lirica romanza medievale, in cui questo tipo di dibattiti in versi si realizzavano proprio all’interno dei generi di pertinenza satirico-burlesca.

Polemiche letterarie nella lirica italiana del Duecento

MARCENARO, Simone
2010

Abstract

L’articolo delinea il tema della “polemica letteraria” nella lirica italiana del XIII secolo, considerando i nuclei più rappresentativi all’interno dei dibattiti di argomento metaletterario, dai poeti siciliani fino allo Stilnovo e a Dante. L’attitudine contrastiva in questo ambito si attesta quasi esclusivamente nei sonetti in tenzone, a partire dai quali è possibile tracciare una sorta di canone contemporaneo, con alcune figure capaci di occupare una centralità assoluta, come Guittone d’Arezzo o Guido Guinizzelli. Inoltre, la polemica viene quasi del tutto espunta dalla poesia comico-realisitca – ad eccezione di Cecco Angiolieri –, la cui assenza risalta in un panorama, quello della lirica romanza medievale, in cui questo tipo di dibattiti in versi si realizzavano proprio all’interno dei generi di pertinenza satirico-burlesca.
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