Il Mezzogiorno possiede un tessuto produttivo misto servizi-manifattura-agroalimentare, costituito prevalentemente da PMI e con la presenza di qualche grande gruppo industriale, spesso eredità delle passate politiche di intervento statale per il Mezzogiorno, ma anche frutto delle capacità imprenditoriali del territorio (capacità meno note in Italia di quanto non lo siano all’estero). Importanti appaiono, in particolare in Campania, alcune attività produttive nei settori meccanico, automotive e aereonautico sia per la loro capacità di crescita in termini di fatturato sia per il livello di internazionalizzazione. Ma, come è noto, i punti di forza del sistema produttivo meridionale restano nei settori tradizionali come il tessile-abbigliamento e soprattutto l’agro-alimentare, che tuttavia presentano significative eccellenze di livello nazionale ed internazionale. L'articolo analizza, attraverso quattro esempi (PROMA, SEDA, KITON, LA DORIA), quali siano state le strategie di lungo periodo adottate dalle imprese meridionali in alcuni settori strategici (meccanico, imbalalggi, tessile, alimentare.) e quali le scelte che hanno consentito loro di superare le crisi (incrementando in alcuni casi anche il tasso di crescita), pur partendo un mercato locale/nazionale non sempre supportivo. Si è inoltre evidenziato il ruolo giocato dalle politiche pubbliche, sia a livello locale che centrale, nel scelte adottate dalle imprese e, più in generale, si sono individuate somiglianze/difformità nelle strategie adottate e perseguite nel tempo.
L'impresa resiliente. Strategie di resistenza alla crisi di quattro imprese del Mezzogiorno
Ilaria ZilliPrimo
;Francesco IzzoSecondo
2024-01-01
Abstract
Il Mezzogiorno possiede un tessuto produttivo misto servizi-manifattura-agroalimentare, costituito prevalentemente da PMI e con la presenza di qualche grande gruppo industriale, spesso eredità delle passate politiche di intervento statale per il Mezzogiorno, ma anche frutto delle capacità imprenditoriali del territorio (capacità meno note in Italia di quanto non lo siano all’estero). Importanti appaiono, in particolare in Campania, alcune attività produttive nei settori meccanico, automotive e aereonautico sia per la loro capacità di crescita in termini di fatturato sia per il livello di internazionalizzazione. Ma, come è noto, i punti di forza del sistema produttivo meridionale restano nei settori tradizionali come il tessile-abbigliamento e soprattutto l’agro-alimentare, che tuttavia presentano significative eccellenze di livello nazionale ed internazionale. L'articolo analizza, attraverso quattro esempi (PROMA, SEDA, KITON, LA DORIA), quali siano state le strategie di lungo periodo adottate dalle imprese meridionali in alcuni settori strategici (meccanico, imbalalggi, tessile, alimentare.) e quali le scelte che hanno consentito loro di superare le crisi (incrementando in alcuni casi anche il tasso di crescita), pur partendo un mercato locale/nazionale non sempre supportivo. Si è inoltre evidenziato il ruolo giocato dalle politiche pubbliche, sia a livello locale che centrale, nel scelte adottate dalle imprese e, più in generale, si sono individuate somiglianze/difformità nelle strategie adottate e perseguite nel tempo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


