This article, in the wake of the jurisprudence of the Constitutional Court, explores the content and limits of the value of civil society that, according to the Constitutional Court, public order aims to protect. This value is reconstructed under the solicitation of the Constitutional Court, which indicates its notion. In this way, it is highlighted that civil coexistence intersects, in turn, as a hub, new relational goods in the constitutional perspective and, in particular, the value of the "national community" within which civil society is placed. This coexistence is seen as an expression of the peaceful enjoyment, by a multitude of people, of fundamental rights (rights of free expression of thought, of movement, of assembly, of association, etc.) and as fulfillment of constitutional referred obligations (e.g. defense of the homeland by individuals). The article also shows that civil cohabitation is violated whenever, for the violent ways used or for the physical means or for the presence of natural disasters or for the presence of epidemic diseases, its enjoyment is prevented. In these cases, only law may, with appropriate and proportional measures, limit the exercise of other rival rights, even if constitutionally guaranteed.

L’articolo approfondisce, sulla scia della giurisprudenza della Corte costituzionale, il contenuto ed i limiti del valore della civile convivenza che, secondo la Consulta, l’ordine pubblico mira a tutelare. Tale valore viene ricostruito sotto la sollecitazione della Corte costituzionale che indica la sua nozione. A tale stregua si mette in evidenza che la convivenza civile interseca, a sua volta, come punto di snodo nuovi beni relazionali, nella prospettiva costituzionale, ed, in particolare, il valore della “comunità nazionale” nell’ambito della quale si colloca la convivenza civile. Tale convivenza è vista come espressione del pacifico godimento, da parte di una moltitudine di persone, dei diritti fondamentali (diritti di libera manifestazione del pensiero, di circolazione, di riunione, di associazione, ecc.) e come adempimento degli obblighi costituzionalmente richiamati (es. la difesa della Patria da parte dei singoli). Dall’articolo emerge anche che la convivenza civile è violata tutte le volte che per i modi violenti usati o per i mezzi fisici utilizzati o per la presenza di catastrofi naturali o per la presenza di malattie epidemiche, è impedito il suo godimento. In questi casi solo la legge può, con misure adeguate e proporzionali, limitare l’esercizio di altri diritti rivali, pur se costituzionalmente garantiti.

Convivenza civile e ordine pubblico

Bocchini Francesco
2020

Abstract

L’articolo approfondisce, sulla scia della giurisprudenza della Corte costituzionale, il contenuto ed i limiti del valore della civile convivenza che, secondo la Consulta, l’ordine pubblico mira a tutelare. Tale valore viene ricostruito sotto la sollecitazione della Corte costituzionale che indica la sua nozione. A tale stregua si mette in evidenza che la convivenza civile interseca, a sua volta, come punto di snodo nuovi beni relazionali, nella prospettiva costituzionale, ed, in particolare, il valore della “comunità nazionale” nell’ambito della quale si colloca la convivenza civile. Tale convivenza è vista come espressione del pacifico godimento, da parte di una moltitudine di persone, dei diritti fondamentali (diritti di libera manifestazione del pensiero, di circolazione, di riunione, di associazione, ecc.) e come adempimento degli obblighi costituzionalmente richiamati (es. la difesa della Patria da parte dei singoli). Dall’articolo emerge anche che la convivenza civile è violata tutte le volte che per i modi violenti usati o per i mezzi fisici utilizzati o per la presenza di catastrofi naturali o per la presenza di malattie epidemiche, è impedito il suo godimento. In questi casi solo la legge può, con misure adeguate e proporzionali, limitare l’esercizio di altri diritti rivali, pur se costituzionalmente garantiti.
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