With the judgement no. 63/2016, the Constitutional Court considers partially unconstitutional the law of the Lombardy Region (Law no. 2/2015) that sets conditions and limits to the construction of places of worship for religious denominations which have not signed an agreement with the State (among them even the Italian Islam). Ruling on an appeal brought by the Council of Ministers against the controversial Lombard law, the Constitutional Court reminds that the free exercise of worship is an essential aspect of freedom of religion, and it is recognized equally to all and to all religious denominations, regardless on entering into an agreement with the public authorities. Therefore, the opening of places of worship is under the protection of art. 19 Cost., which lends itself to assure to all the experiences of faith with the necessary instruments for the realization of their spiritual goals, following the logic of the «(...) safeguard of the religious freedom in a system of confessional and cultural pluralism».

Con la sentenza n. 63/2016, la Corte costituzionale ritiene parzialmente incostituzionale la normativa della Regione Lombardia (legge n. 2/2015) che pone condizioni e limiti alla realizzazione di luoghi di culto per le confessioni religiose che non abbiano stipulato un accordo con lo Stato (fra queste, anche l’Islam italiano). Pronunciandosi su un ricorso promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri contro la discussa legge lombarda, i giudici costituzionali ricordano che Il libero esercizio del culto è un aspetto essenziale della libertà di religione, ed è riconosciuto ugualmente a tutti e a tutte le confessioni religiose, a prescindere dalla stipulazione di un’intesa con i pubblici poteri. Perciò, l’apertura dei luoghi di culto ricade sotto la tutela dell’art. 19 Cost., che si presta ad assicurare a tutte le esperienze di fede gli strumenti necessari per la realizzazione dei propri obiettivi spirituali, nella logica della «(…) salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale».

Uguaglianza nella libertà delle confessioni religiose e diritto costituzionale ai luoghi di culto. In merito agli orientamenti della Consulta sulla legge regionale lombarda n. 2/2015

Parisi Marco
2017

Abstract

Con la sentenza n. 63/2016, la Corte costituzionale ritiene parzialmente incostituzionale la normativa della Regione Lombardia (legge n. 2/2015) che pone condizioni e limiti alla realizzazione di luoghi di culto per le confessioni religiose che non abbiano stipulato un accordo con lo Stato (fra queste, anche l’Islam italiano). Pronunciandosi su un ricorso promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri contro la discussa legge lombarda, i giudici costituzionali ricordano che Il libero esercizio del culto è un aspetto essenziale della libertà di religione, ed è riconosciuto ugualmente a tutti e a tutte le confessioni religiose, a prescindere dalla stipulazione di un’intesa con i pubblici poteri. Perciò, l’apertura dei luoghi di culto ricade sotto la tutela dell’art. 19 Cost., che si presta ad assicurare a tutte le esperienze di fede gli strumenti necessari per la realizzazione dei propri obiettivi spirituali, nella logica della «(…) salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale».
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