Nel saggio viene posto in evidenza che il “funzionalismo strutturale” di Luhmann presenta una inedita esigenza di problematizzazione, comprovante la fondatezza di tale funzionalismo sul piano delle domande da esso formulate e, in particolare, sul piano della questione circa la crescente inadeguatezza della logica causalistica, lineare e deterministica. Questa logica è ravvisata da Luhmann anche nel parsonsismo, destinato a teorizzare un'aproblematica stabilizzazione sociale, strutturalmente, e non funzionalmente, intesa. Tale nuova sensibilità per la problematizzazione del reale sfocia, però, in un'assolutizzazione della contingenza protesa paradossalmente a rendere stabile l'instabilità, e necessaria la contingenza stessa. Si tratta di un movimento che consiste in una dinamicità essa stessa ‘conservativa’ e stabilizzata, e che rappresenta l'accezione sistemica della libertà, ovvero di quanto rimane di essa. È questa una dinamicità funzionale alla conservazione dell'equilibrio sistemico, e quindi non strutturalmente creativa, ma funzionalmente reattiva rispetto agli stimoli, o “disturbi”, provenienti dall'ambiente. La paradossalità che ne risulta rappresenta una conferma del carattere di svolta attribuibile al funzionalismo sistemico. A prescindere dalle discutibili risposte da esso fornite alla problematica del paradosso e del suo superamento, emerge, in ogni caso, il riconoscimento di un fondamentale aspetto della realtà, prima di Luhmann pressoché ignorato dalle scienze sociali: l'aspetto della “non-trasparenza”. Di fronte alla visione luhmanniana di “un mondo contingente pieno di sorprese, pieno di nemici, pieno di interessi contrapposti”, si comprende come risulti essenziale, dal punto di vista funzionalistico-sistemico, una normazione giuridica certa e oggettiva, atta a resistere in modo “contro fattuale” alle delusioni provocate dalle aspettative di comportamento disattese. Ciò viene specificamente garantito da quel precipuo riduttore della complessità che è il diritto, in quanto esso costituisce la struttura di un sistema sociale basato sulla generalizzazione di aspettative normative stabilizzate per il mantenimento dell'equilibrio sistemico.

Complessità sistemica e diritto. Il dissolvimento della libertà nella ‘necessità della contingenza’

TRONCARELLI, Barbara
2003

Abstract

Nel saggio viene posto in evidenza che il “funzionalismo strutturale” di Luhmann presenta una inedita esigenza di problematizzazione, comprovante la fondatezza di tale funzionalismo sul piano delle domande da esso formulate e, in particolare, sul piano della questione circa la crescente inadeguatezza della logica causalistica, lineare e deterministica. Questa logica è ravvisata da Luhmann anche nel parsonsismo, destinato a teorizzare un'aproblematica stabilizzazione sociale, strutturalmente, e non funzionalmente, intesa. Tale nuova sensibilità per la problematizzazione del reale sfocia, però, in un'assolutizzazione della contingenza protesa paradossalmente a rendere stabile l'instabilità, e necessaria la contingenza stessa. Si tratta di un movimento che consiste in una dinamicità essa stessa ‘conservativa’ e stabilizzata, e che rappresenta l'accezione sistemica della libertà, ovvero di quanto rimane di essa. È questa una dinamicità funzionale alla conservazione dell'equilibrio sistemico, e quindi non strutturalmente creativa, ma funzionalmente reattiva rispetto agli stimoli, o “disturbi”, provenienti dall'ambiente. La paradossalità che ne risulta rappresenta una conferma del carattere di svolta attribuibile al funzionalismo sistemico. A prescindere dalle discutibili risposte da esso fornite alla problematica del paradosso e del suo superamento, emerge, in ogni caso, il riconoscimento di un fondamentale aspetto della realtà, prima di Luhmann pressoché ignorato dalle scienze sociali: l'aspetto della “non-trasparenza”. Di fronte alla visione luhmanniana di “un mondo contingente pieno di sorprese, pieno di nemici, pieno di interessi contrapposti”, si comprende come risulti essenziale, dal punto di vista funzionalistico-sistemico, una normazione giuridica certa e oggettiva, atta a resistere in modo “contro fattuale” alle delusioni provocate dalle aspettative di comportamento disattese. Ciò viene specificamente garantito da quel precipuo riduttore della complessità che è il diritto, in quanto esso costituisce la struttura di un sistema sociale basato sulla generalizzazione di aspettative normative stabilizzate per il mantenimento dell'equilibrio sistemico.
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