Il nuovo pacchetto di direttive introduce un consistente numero di disposizioni e significativi cambiamenti della disciplina precedente. Emergono elementi di continuità e discontinuità. Per il primo verso, restano prioritari i principi di concorrenza, non discriminazione e trasparenza. Per il secondo, sono riconosciuti nuovi principi, come la flessibilità e la semplificazione dell’azione amministrativa (soprattutto nei settori ordinari, con l’ampio uso ora consentito del dialogo competitivo e delle procedure negoziate), l’efficienza, la prevenzione dell’illegalità e la qualità della regolazione (contenimento del numero di norme, chiarezza dei presupposti applicativi, disposizioni sulla preparazione e limiti alla modificabilità del contratto). Nel complesso, a causa dell’imponente codificazione dell’acquís giurisprudenziale dell’ultimo decennio, il sistema risulta complicato e la disciplina più pervasiva rispetto al passato, nonostante l’affermato intento di semplificazione (ad esempio, per gli appalti dei settori cd. speciali). È evidente soprattutto il tentativo di valorizzare le interdipendenze con altri ambiti, in funzione del perseguimento – attraverso un ottimale impiego delle risorse pubbliche – di obiettivi politici più generali, come la riduzione dei deficit nazionali e la crescita economica dell’Unione.

Le nuove direttive sugli appalti pubblici e le concessioni. Le regole e gli obiettivi strategici per le politiche UE 2020

CAROLI CASAVOLA, Hilde
2014

Abstract

Il nuovo pacchetto di direttive introduce un consistente numero di disposizioni e significativi cambiamenti della disciplina precedente. Emergono elementi di continuità e discontinuità. Per il primo verso, restano prioritari i principi di concorrenza, non discriminazione e trasparenza. Per il secondo, sono riconosciuti nuovi principi, come la flessibilità e la semplificazione dell’azione amministrativa (soprattutto nei settori ordinari, con l’ampio uso ora consentito del dialogo competitivo e delle procedure negoziate), l’efficienza, la prevenzione dell’illegalità e la qualità della regolazione (contenimento del numero di norme, chiarezza dei presupposti applicativi, disposizioni sulla preparazione e limiti alla modificabilità del contratto). Nel complesso, a causa dell’imponente codificazione dell’acquís giurisprudenziale dell’ultimo decennio, il sistema risulta complicato e la disciplina più pervasiva rispetto al passato, nonostante l’affermato intento di semplificazione (ad esempio, per gli appalti dei settori cd. speciali). È evidente soprattutto il tentativo di valorizzare le interdipendenze con altri ambiti, in funzione del perseguimento – attraverso un ottimale impiego delle risorse pubbliche – di obiettivi politici più generali, come la riduzione dei deficit nazionali e la crescita economica dell’Unione.
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