Il capitalismo della sorveglianza (Zuboff, 2019), governato dalle piattaforme online, consente l’emergere di un “mondo a domicilio” (Borghi, 2021) che offre esperienze e prodotti direttamente nelle case delle persone. La logica della comfort zone programmata dalle piattaforme attua un progressivo processo di “disabilitazione” in termini di: a) decremento della capacità umana di compiere scelte senza essere supportati dalla piattaforma; b) diminuzione dell’opportunità di elaborare contenuti creativi soggettivi senza utilizzare strumenti digitali. Questa specifica connettività infrastrutturale determina “la saldatura tra le infrastrutture delle cose” e le “infrastrutture dell’esperienza” (Borghi, 2021: 2; Borghi e Marrone, 2022) ma nasconde un progressivo processo di alterazione/edulcorazione cognitiva delle “decisioni umane imprevedibili” (D'Alessandro, 2023; 2025). Nel presente paper viene introdotto il concetto di “infrastruttura infrastrutturante”, come presupposto dal nuovo spirito del capitalismo: una dipendenza che depotenzia la riflessività umana e trasforma l’attore sociale in un attante sociotecnico programmato per agire e consumare in modo automatico e preriflessivo. Questa evidente inversione tra l’agency attiva della piattaforma governata dall’IA e l’agency disabilitata dell’attore umano, trasforma l’immaginario della società. Esamineremo le caratteristiche di tale “disabilitazione”, prendendo in esame il fenomeno dell’Enshittificaion: un processo attraverso il quale una piattaforma, inizialmente utile e di qualità, diventa gradualmente meno utile e frustrante per gli utenti (Doctorow, 2023; 2022). Il concetto di infrastruttura deve essere interpretato non solo come potere materiale di connettersi e consumare rapidamente mediante le piattaforme, ma soprattutto come “potere cognitivo di disattivare l’agency umana” rendendo macchinico il processo delle scelte alternative (Giaccardi e Magatti, 2025).
Il nuovo potere infrastrutturante della platform society
Simone DAlessandro
2025-01-01
Abstract
Il capitalismo della sorveglianza (Zuboff, 2019), governato dalle piattaforme online, consente l’emergere di un “mondo a domicilio” (Borghi, 2021) che offre esperienze e prodotti direttamente nelle case delle persone. La logica della comfort zone programmata dalle piattaforme attua un progressivo processo di “disabilitazione” in termini di: a) decremento della capacità umana di compiere scelte senza essere supportati dalla piattaforma; b) diminuzione dell’opportunità di elaborare contenuti creativi soggettivi senza utilizzare strumenti digitali. Questa specifica connettività infrastrutturale determina “la saldatura tra le infrastrutture delle cose” e le “infrastrutture dell’esperienza” (Borghi, 2021: 2; Borghi e Marrone, 2022) ma nasconde un progressivo processo di alterazione/edulcorazione cognitiva delle “decisioni umane imprevedibili” (D'Alessandro, 2023; 2025). Nel presente paper viene introdotto il concetto di “infrastruttura infrastrutturante”, come presupposto dal nuovo spirito del capitalismo: una dipendenza che depotenzia la riflessività umana e trasforma l’attore sociale in un attante sociotecnico programmato per agire e consumare in modo automatico e preriflessivo. Questa evidente inversione tra l’agency attiva della piattaforma governata dall’IA e l’agency disabilitata dell’attore umano, trasforma l’immaginario della società. Esamineremo le caratteristiche di tale “disabilitazione”, prendendo in esame il fenomeno dell’Enshittificaion: un processo attraverso il quale una piattaforma, inizialmente utile e di qualità, diventa gradualmente meno utile e frustrante per gli utenti (Doctorow, 2023; 2022). Il concetto di infrastruttura deve essere interpretato non solo come potere materiale di connettersi e consumare rapidamente mediante le piattaforme, ma soprattutto come “potere cognitivo di disattivare l’agency umana” rendendo macchinico il processo delle scelte alternative (Giaccardi e Magatti, 2025).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


