Il contributo propone alcune considerazioni critiche sul rapporto tra diritto penale, negazionismo e libertà di espressione. Dopo una breve ricognizione della genesi della nozione di ‘genocidio’ nel diritto penale internazionale e degli orientamenti circa la sua applicabilità al caso armeno, l’analisi si incentra sulla pronuncia della Grande Camera della Corte EDU sul caso Perinçek c. Svizzera, indagandone i profili di discontinuità rispetto alla precedente giurisprudenza di Strasburgo sul tema. Le indicazioni della Corte sui requisiti di compatibilità convenzionale dell’interferenza statale nell’esercizio della libertà di espressione servono poi da spunto per una disamina dell’aggravante di negazionismo introdotta nell’ordinamento italiano, in particolare in relazione alle criticità relative ai profili sanzionatori. Infine, osservando in controluce alcuni tratti fondamentali del concetto di “democrazia militante” delineato da Loewenstein, il contributo ne propone una problematizzazione, in considerazione dei rischi che accompagnano la trasposizione del concetto stesso in ambito penalistico.
Negazionismo e libertà di espressione: dalla sentenza Perinçek c. Svizzera alla nuova aggravante prevista nell'ordinamento Italiano.
Luigi Daniele
2017-01-01
Abstract
Il contributo propone alcune considerazioni critiche sul rapporto tra diritto penale, negazionismo e libertà di espressione. Dopo una breve ricognizione della genesi della nozione di ‘genocidio’ nel diritto penale internazionale e degli orientamenti circa la sua applicabilità al caso armeno, l’analisi si incentra sulla pronuncia della Grande Camera della Corte EDU sul caso Perinçek c. Svizzera, indagandone i profili di discontinuità rispetto alla precedente giurisprudenza di Strasburgo sul tema. Le indicazioni della Corte sui requisiti di compatibilità convenzionale dell’interferenza statale nell’esercizio della libertà di espressione servono poi da spunto per una disamina dell’aggravante di negazionismo introdotta nell’ordinamento italiano, in particolare in relazione alle criticità relative ai profili sanzionatori. Infine, osservando in controluce alcuni tratti fondamentali del concetto di “democrazia militante” delineato da Loewenstein, il contributo ne propone una problematizzazione, in considerazione dei rischi che accompagnano la trasposizione del concetto stesso in ambito penalistico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


