La centrale interrotta. Il Piano Energetico Nazionale e l’azione del movimento ambientalista lungo la costa adriatica (1973-1979) La sequela di eventi conseguenti allo shock petrolifero del 1973 ha determinato uno tra i più rilevanti spartiacque che hanno caratterizzato il Novecento. In particolare, nel nostro Paese, questo passaggio cruciale ha aperto alla travagliata pianificazione di una strategia per la ricerca di fonti energetiche alternative a quella fossile, tra cui quella nucleare. In tale circostanza, al piano di implementazione degli impianti originariamente previsto, vengono aggiunti anche gli insediamenti nel Lazio, a Montalto di Castro, e quello meno noto nel Molise. E’ in particolare in quest’ultimo territorio, divenuto regione autonoma solo dieci anni prima, che prese forma un movimento di protesta da parte della classe dirigente locale, dei sindacati ma soprattutto di un movimento civico, il primo con vocazione ambientale sorto nella regione, che tra il 1975 e il 1979 con una intensa attività si oppose al progetto delle centrali termonucleari di Termoli-Campomarino, riuscendo a farle stralciare dal piano governativo, finanche dopo l’approvazione per decreto legge del novembre ‘78. Il saggio ricostruire, sulla base di fonti archivistiche statunitensi e italiane, talune inedite e ancora non consultabili, il percorso di formazione del movimento ambientalista e anti-nucleare locale ed il suo corollario di attività, esaltando il ruolo chiave dell’azione civica collettiva e la peculiare posizione delle organizzazioni politiche come la Dc e il Psi che, in aperto contrasto con la maggioranza governativa, contribuirono a contrastare il piano di espansione delle centrali nucleari italiane. The Shutdown Power Plant. The National Energy Plan and the action of the Environmental Movement along the Adriatic Coast (1973-1979) The sequence of events following the 1973 oil shock marked one of the most significant watershed moments of the twentieth century. In Italy in particular, this crucial transition paved the way for the complex planning of a strategy for the search for alternative energy sources to fossil fuels, including nuclear power. Under these circumstances, the originally planned plant implementation plan also included the Montalto di Castro plant in Lazio, and the lesser-known one in Molise. It was particularly in this latter territory, which had become an autonomous region only ten years earlier, that a protest movement took shape, involving the local ruling class, the unions, and above all a civic movement—the first with an environmental focus to emerge in the region. Between 1975 and 1979, this movement vigorously opposed the Termoli-Campomarino nuclear power plants project, successfully having it removed from the government plan, even after its approval by decree in November 1978. This essay reconstructs, based on American and Italian archival sources, some unpublished and still unavailable, the formation of the local environmentalist and anti-nuclear movement and its corollary activities. It highlights the key role of collective civic action and the unique position of political organizations such as the DC and PSI, which, in open opposition to the government majority, contributed to the development of the local environmentalist and anti-nuclear movement.
La centrale interrotta. Il Piano Energetico Nazionale e l’azione del movimento ambientalista lungo la costa adriatica (1973-1979)
IGLIERI G
2026-01-01
Abstract
La centrale interrotta. Il Piano Energetico Nazionale e l’azione del movimento ambientalista lungo la costa adriatica (1973-1979) La sequela di eventi conseguenti allo shock petrolifero del 1973 ha determinato uno tra i più rilevanti spartiacque che hanno caratterizzato il Novecento. In particolare, nel nostro Paese, questo passaggio cruciale ha aperto alla travagliata pianificazione di una strategia per la ricerca di fonti energetiche alternative a quella fossile, tra cui quella nucleare. In tale circostanza, al piano di implementazione degli impianti originariamente previsto, vengono aggiunti anche gli insediamenti nel Lazio, a Montalto di Castro, e quello meno noto nel Molise. E’ in particolare in quest’ultimo territorio, divenuto regione autonoma solo dieci anni prima, che prese forma un movimento di protesta da parte della classe dirigente locale, dei sindacati ma soprattutto di un movimento civico, il primo con vocazione ambientale sorto nella regione, che tra il 1975 e il 1979 con una intensa attività si oppose al progetto delle centrali termonucleari di Termoli-Campomarino, riuscendo a farle stralciare dal piano governativo, finanche dopo l’approvazione per decreto legge del novembre ‘78. Il saggio ricostruire, sulla base di fonti archivistiche statunitensi e italiane, talune inedite e ancora non consultabili, il percorso di formazione del movimento ambientalista e anti-nucleare locale ed il suo corollario di attività, esaltando il ruolo chiave dell’azione civica collettiva e la peculiare posizione delle organizzazioni politiche come la Dc e il Psi che, in aperto contrasto con la maggioranza governativa, contribuirono a contrastare il piano di espansione delle centrali nucleari italiane. The Shutdown Power Plant. The National Energy Plan and the action of the Environmental Movement along the Adriatic Coast (1973-1979) The sequence of events following the 1973 oil shock marked one of the most significant watershed moments of the twentieth century. In Italy in particular, this crucial transition paved the way for the complex planning of a strategy for the search for alternative energy sources to fossil fuels, including nuclear power. Under these circumstances, the originally planned plant implementation plan also included the Montalto di Castro plant in Lazio, and the lesser-known one in Molise. It was particularly in this latter territory, which had become an autonomous region only ten years earlier, that a protest movement took shape, involving the local ruling class, the unions, and above all a civic movement—the first with an environmental focus to emerge in the region. Between 1975 and 1979, this movement vigorously opposed the Termoli-Campomarino nuclear power plants project, successfully having it removed from the government plan, even after its approval by decree in November 1978. This essay reconstructs, based on American and Italian archival sources, some unpublished and still unavailable, the formation of the local environmentalist and anti-nuclear movement and its corollary activities. It highlights the key role of collective civic action and the unique position of political organizations such as the DC and PSI, which, in open opposition to the government majority, contributed to the development of the local environmentalist and anti-nuclear movement.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


