Il contributo analizza il rapporto tra immigrazione, disabilità ed empowerment individuale attraverso il caso di una campionessa italiana paralimpica di lancio del giavellotto. A partire dai dati sulla pratica sportiva in Italia e sulle disuguaglianze territoriali, di genere e socioeconomiche, l’articolo approfondisce il ruolo dello sport adattato come dispositivo di inclusione sociale. L’indagine, di tipo qualitativo, utilizza la metodologia della storia di vita e una parziale analisi SWOT per ricostruire la traiettoria biografica dell’atleta, evidenziando risorse, vulnerabilità e opportunità. Particolare attenzione è dedicata al capitale sociale come fattore determinante nel percorso di successo sportivo, sia per atleti disabili che per gli atleti normodotati. Lo studio mostra come lo sport paralimpico possa funzionare come strumento di welfare attivo e di capacitazione, soprattutto in condizioni di intersezionalità (donna, migrante, disabile). Emergono –anche e inevitabilmente– limiti strutturali legati alle politiche pubbliche e alla carenza di infrastrutture sportive accessibili. Il caso analizzato evidenzia il potenziale trasformativo dello sport, ma anche la sua dipendenza da reti relazionali e figure-ponte. Si sottolinea infine la necessità di politiche integrate capaci di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla pratica sportiva adattata anche di alto livello.
Immigrazione, disabilità e empowerment individuale: il caso della campionessa italiana di lancio del giavellotto paralimpico
Bortoletto N.;Fornari S.;Grignoli D.
In corso di stampa
Abstract
Il contributo analizza il rapporto tra immigrazione, disabilità ed empowerment individuale attraverso il caso di una campionessa italiana paralimpica di lancio del giavellotto. A partire dai dati sulla pratica sportiva in Italia e sulle disuguaglianze territoriali, di genere e socioeconomiche, l’articolo approfondisce il ruolo dello sport adattato come dispositivo di inclusione sociale. L’indagine, di tipo qualitativo, utilizza la metodologia della storia di vita e una parziale analisi SWOT per ricostruire la traiettoria biografica dell’atleta, evidenziando risorse, vulnerabilità e opportunità. Particolare attenzione è dedicata al capitale sociale come fattore determinante nel percorso di successo sportivo, sia per atleti disabili che per gli atleti normodotati. Lo studio mostra come lo sport paralimpico possa funzionare come strumento di welfare attivo e di capacitazione, soprattutto in condizioni di intersezionalità (donna, migrante, disabile). Emergono –anche e inevitabilmente– limiti strutturali legati alle politiche pubbliche e alla carenza di infrastrutture sportive accessibili. Il caso analizzato evidenzia il potenziale trasformativo dello sport, ma anche la sua dipendenza da reti relazionali e figure-ponte. Si sottolinea infine la necessità di politiche integrate capaci di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla pratica sportiva adattata anche di alto livello.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


