Il contributo prende occasione dalla complessa espansione produttiva e artigianaie che interessa Pontecagnano all'inizio del VI sec. a.C., sotto l'impulso di nuove fabbriche ceramiche impiantate da maestranze provenienti dall'Etruria per soddisfare la crescente domanda delle élites del centro campano. Queste officine sono state considerate all'origine non solo delie serie figurate di tipo etrusco-corinzio ma anche della nascita della fiorente produzione locale del bucchero e forse dello sviluppo di un più vasto e composito repertorio vascolare del quale soltanto ora comincia ad essere possibile delineare i principali aspettil.Numerosi interrogativi e diverse novità emergono dal repertorio di tipo < corrente> permettendo di delineare i caratteri di una produzione destinata ad un ampio consumo ma comunque attraversata da una spiccata tendenza alla innovazione ed aIIa sperimentazione di nuove soluzioni morfologiche e decorative. In questa prospettiva, il discorso è articolato in due argomenti principali : l) l'analisi delle convergenze e delle trasversalità che caratteizzano i repertori delle diverse classi dì ceramica ofinen di produzione localea; 2) alcune considerazioni sullo sviluppo di una produzione che può essere definita di confine> tra diversi i repertori, sede privilegiata di sperimentazione e contaminazione. I risultati dell'analisi hanno condotto ad avanzare l'ipotesi che la ristrutturazione produttiva conosciuta da Pontecagnano agli inizi del VI sec. a.C. abbia comportato la creazione di botteghe ceramiche polifunzionali, dotate di forme avarazate di organizzazione e tecnologia tali da garantire la possibilità di una vasta e composita attività manifatturiera comprendente diverse classi, secondo un modello già proposto per l'Etruria. A Pontecagnano la possibilità di attività diversificate all'interno dello stesso ambito artigianale appare coinvolgere non soltanto le o nuove" produzioni introdotte in questa fase - bucchero e ceramica etrusco corinzia- ma anche le serie di tradizione locale come l'impasto o la ceramica italo-geometrica, costantemente fabbricata durante l'intero arco dell'Orientalizzante. Il progressivo avanzamento della conoscenza del patrimonio vascolare tardo-orientalizzante ha rivelato i molteplici aspetti di questo particolare momento di trasformazione e riassetto delle produzioni. Si individuano diverse tendenze in bilico tra conservazione e innovazione: da un lato, una spiccata apertura verso l'innovazione e la contaminazione tra le classi e i repertori decorativi, sotto la forte attrazione esercitata sia dalle serie etrusco-corinzie locali e dal bucchero, sia da altre produzioni di lusso quali, ad esempio, la metallotecnica, dall'altro la persistenza e rielaborazione di un ampio patrimonio proveniente dai repertori tradizionali, strettamente legato al gusto locale.

Innovazione e complessità artigianale nelle fabbriche ceramiche di Pontecagnano, durante il Periodo Tardo-Orientalizzante

CUOZZO, Mariassunta
2019

Abstract

Il contributo prende occasione dalla complessa espansione produttiva e artigianaie che interessa Pontecagnano all'inizio del VI sec. a.C., sotto l'impulso di nuove fabbriche ceramiche impiantate da maestranze provenienti dall'Etruria per soddisfare la crescente domanda delle élites del centro campano. Queste officine sono state considerate all'origine non solo delie serie figurate di tipo etrusco-corinzio ma anche della nascita della fiorente produzione locale del bucchero e forse dello sviluppo di un più vasto e composito repertorio vascolare del quale soltanto ora comincia ad essere possibile delineare i principali aspettil.Numerosi interrogativi e diverse novità emergono dal repertorio di tipo < corrente> permettendo di delineare i caratteri di una produzione destinata ad un ampio consumo ma comunque attraversata da una spiccata tendenza alla innovazione ed aIIa sperimentazione di nuove soluzioni morfologiche e decorative. In questa prospettiva, il discorso è articolato in due argomenti principali : l) l'analisi delle convergenze e delle trasversalità che caratteizzano i repertori delle diverse classi dì ceramica ofinen di produzione localea; 2) alcune considerazioni sullo sviluppo di una produzione che può essere definita di confine> tra diversi i repertori, sede privilegiata di sperimentazione e contaminazione. I risultati dell'analisi hanno condotto ad avanzare l'ipotesi che la ristrutturazione produttiva conosciuta da Pontecagnano agli inizi del VI sec. a.C. abbia comportato la creazione di botteghe ceramiche polifunzionali, dotate di forme avarazate di organizzazione e tecnologia tali da garantire la possibilità di una vasta e composita attività manifatturiera comprendente diverse classi, secondo un modello già proposto per l'Etruria. A Pontecagnano la possibilità di attività diversificate all'interno dello stesso ambito artigianale appare coinvolgere non soltanto le o nuove" produzioni introdotte in questa fase - bucchero e ceramica etrusco corinzia- ma anche le serie di tradizione locale come l'impasto o la ceramica italo-geometrica, costantemente fabbricata durante l'intero arco dell'Orientalizzante. Il progressivo avanzamento della conoscenza del patrimonio vascolare tardo-orientalizzante ha rivelato i molteplici aspetti di questo particolare momento di trasformazione e riassetto delle produzioni. Si individuano diverse tendenze in bilico tra conservazione e innovazione: da un lato, una spiccata apertura verso l'innovazione e la contaminazione tra le classi e i repertori decorativi, sotto la forte attrazione esercitata sia dalle serie etrusco-corinzie locali e dal bucchero, sia da altre produzioni di lusso quali, ad esempio, la metallotecnica, dall'altro la persistenza e rielaborazione di un ampio patrimonio proveniente dai repertori tradizionali, strettamente legato al gusto locale.
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