Non è una semplice coincidenza semantica il fatto che in Francia, per indicare la figura dell’imprenditore, si ricorra al termine “Patron”. Un vocabolo che foneticamente ricorda molto la nozione di “Pater Familias”, di cui condivide non solo la radice etimologica, ma anche il forte significato storico-morale, dal momento che l’impresa francese, soprattutto se di piccola dimensione, si scopre essere, prima ancora che una cellula economica, un universo culturale in cui vita privata e vita professionale sono strettamente connesse. Non sorprende quindi che, da una ricerca empirica recentemente condotta, sia trapelata la netta prevalenza in Francia di piccole e medie imprese familiari, dove per “familiari” si intendono quelle imprese in cui si verifica una delle tre seguenti condizioni: l’impresa è stata ereditata per successione, il capitale è condiviso con membri della propria famiglia, il lavoro viene svolto congiuntamente con un parente. In tale contesto il tratto saliente della forte concentrazione, ricorrente sia nel profilo gestionale, sia nell’assetto proprietario, rende abbastanza diffusi i seguenti caratteri delle imprese francesi: piccole dimensioni, stile di direzione autoritario e paternalistico, avversione alle deleghe, criteri di selezione del personale poco meritocratici, senso di solitudine e di sovraccarico da parte del dirigente. Tutto ciò rende molto pericolosa la stretta interdipendenza che si viene a creare tra l’impresa e il suo imprenditore, al punto che il ciclo di vita della prima va di pari passo con le fasi esistenziali del secondo. Proprio per scongiurare i pericoli letali insiti in tale connubio, si propongono alcuni schemi comportamentali che il Patron della piccola impresa dovrebbe adottare, onde preservare quel carattere di durevolezza nel tempo che ogni complesso aziendale dovrebbe istituzionalmente salvaguardare.

Un ritratto dell’imprenditore nella piccola e media impresa francese

ANGELONI S.
2004

Abstract

Non è una semplice coincidenza semantica il fatto che in Francia, per indicare la figura dell’imprenditore, si ricorra al termine “Patron”. Un vocabolo che foneticamente ricorda molto la nozione di “Pater Familias”, di cui condivide non solo la radice etimologica, ma anche il forte significato storico-morale, dal momento che l’impresa francese, soprattutto se di piccola dimensione, si scopre essere, prima ancora che una cellula economica, un universo culturale in cui vita privata e vita professionale sono strettamente connesse. Non sorprende quindi che, da una ricerca empirica recentemente condotta, sia trapelata la netta prevalenza in Francia di piccole e medie imprese familiari, dove per “familiari” si intendono quelle imprese in cui si verifica una delle tre seguenti condizioni: l’impresa è stata ereditata per successione, il capitale è condiviso con membri della propria famiglia, il lavoro viene svolto congiuntamente con un parente. In tale contesto il tratto saliente della forte concentrazione, ricorrente sia nel profilo gestionale, sia nell’assetto proprietario, rende abbastanza diffusi i seguenti caratteri delle imprese francesi: piccole dimensioni, stile di direzione autoritario e paternalistico, avversione alle deleghe, criteri di selezione del personale poco meritocratici, senso di solitudine e di sovraccarico da parte del dirigente. Tutto ciò rende molto pericolosa la stretta interdipendenza che si viene a creare tra l’impresa e il suo imprenditore, al punto che il ciclo di vita della prima va di pari passo con le fasi esistenziali del secondo. Proprio per scongiurare i pericoli letali insiti in tale connubio, si propongono alcuni schemi comportamentali che il Patron della piccola impresa dovrebbe adottare, onde preservare quel carattere di durevolezza nel tempo che ogni complesso aziendale dovrebbe istituzionalmente salvaguardare.
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