The teaching of Christian and Medieval Archeology at the University of Molise has long been engaged in the study of the settlement aspects of Molise between Late Antiquity and Middle Ages. In addition to the rock cavities studies, activities have focused on Santa Croce di Magliano, Portocannone and Sant'Elia a Pianisi; here research has led to the recognition of a dense settlements network including: Sant'Elia a Pianisi, the disappeared settlement of Pianisi and San Pietro, San Benedetto, Cerreto and Colle San Nicola localities. While San Pietro and San Benedetto have not been investigated to date, the surveys at Cerreto and Colle San Nicola have provided data of the frequentation between late Middle Ages and early Modern Age. However, the most consistent data comes from Pianisi where, according to the sources, was a fortified settlement attested in a cartula offertionis dated 1008 but written in the 12th century. The area was investigated from 2013 to 2019 as part of the Prope castello Planisi project. Actually, they have resurfaced some upper terrace walls and the remains of ecclesia Sancte Marie in Planisi. The church was confirmed in 821 to the San Vincenzo al Volturno coenoby by Pope Pasquale I (817-824) as stated in a diploma transcribed, in the 12th century, into the Chronicon Vulturnense. The structures of Fase1 can be dated between the early Middle Ages and the 12th century, to which the bell tower (Fase2) was added shortly before the rebuilding (Fase3). The church probably held a little more than 400 people (Fasi 3 e 4), its dating to the 12th-13th century is suggested by some reliefs found in the layers, architectural elements preserved in situ and fragments of pictorial decoration. After the 13th-14th century, the perimeter walls were wrapped on the outside (Fase6) with a curtain wall that incorporated a protomaiolica fragment; the fragment is a useful chronological reference for this consolidation and for the construction of Fase3 building, which was probably abandoned in the 18th century (Fase7). Some evidence, such as a Roman I follis (931-944), suggests that the area was already frequented in the early Middle Ages. The glazed and double-fired glazed pottery is indicative of the use of the area. Very important is the contribution of protomaiolica, which considerably implements the data of ceramic production known for the lower Middle Ages Molise.

L’insegnamento di Archeologia cristiana e medievale dell’Università del Molise è da tempo impegnato nello studio degli aspetti insediativi che, fra tarda antichità e medioevo, caratterizzarono il Basso Molise. Oltre a studi sugli insediamenti rupestri, le attività si sono concentrate nei siti di Santa Croce di Magliano, Portocannone e, in particolare, Sant’Elia a Pianisi dove le ricerche hanno permesso di riconoscere una fitta rete insediativa comprendente Sant’Elia a Pianisi, lo scomparso abitato di Pianisi e le località di San Pietro, San Benedetto, Cerreto e Colle San Nicola. Mentre San Pietro e San Benedetto non sono state, al momento, oggetto di indagini, i survey a Cerreto e Colle San Nicola hanno fornito dati sulla frequentazione tra basso medioevo e prima età moderna, arricchendo il quadro già noto dalla scarna documentazione scritta. I dati più consistenti, tuttavia, provengono da Pianisi sede, stando alle fonti, di un insediamento fortificato attestato, per la prima volta, in una cartula offertionis con data al 1008 ma non anteriore alla fine del XII secolo. L’area è stata indagata dal 2013 al 2019 nell’ambito del progetto Prope castello Planisi, frutto della collaborazione tra l’Università degli Studi del Molise, l’Amministrazione Comunale di Sant’Elia a Pianisi e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise. Del castello, al momento, sono riemersi alcuni muri del terrazzamento superiore e i resti dell’ecclesia Sancte Marie in Planisi che papa Pasquale I (817-824) confermò al cenobio di San Vincenzo al Volturno nell’821, come si legge in un diploma trascritto nel XII secolo nel Chronicon Vulturnense, dove ricorre la prima attestazione del toponimo. Al periodo compreso tra l’alto medioevo e il XII secolo possiamo datare le strutture murarie di Fase 1 alle quali venne aggiunto il campanile (Fase 2) poco prima della riedificazione (Fase 3). L’edificio di culto, strutturato su più navate (Fasi 3 e 4), aveva una probabile capienza di poco più di 400 persone; la sua datazione al XII-XIII secolo è suggerita da alcuni rilievi trovati negli strati di crollo, dagli elementi architettonici conservati in situ e dai lacerti di decorazioni pittoriche. Successivamente al XIII-XIV secolo i muri perimetrali delle navate e del campanile vennero fasciati all’esterno (Fase 6) con una cortina muraria che inglobò un frammento in protomaiolica, utile riferimento cronologico tanto per questa operazione di consolidamento quanto per la costruzione dell’edificio di Fase 3 che venne abbandonato, verosimilmente, a partire dal XVIII secolo (Fase 7). Ancorché le indagini abbiano raggiunto, sinora, livelli bassomedievali e di prima età moderna evidenze, quali un follis dell’imperatore Romano I (931-944), suggeriscono una frequentazione dell’area già a partire dall’alto medioevo. L’apporto delle ceramiche invetriate e smaltate in doppia cottura, associate anche a frammenti di dipinta a bande, risulta particolarmente indicativo delle fasi d’uso dell’area. Molto incisiva è la protomaiolica, che implementa notevolmente il quadro delle produzioni ceramiche sinora noto per il Molise bassomedievale; è stato rilevato, infatti, un repertorio di forme e motivi piuttosto ricco che evidenzia affinità con produzioni locali, ma anche legami con l’area pugliese e campana, quali sintomi dei traffici favoriti dalla rete tratturale.

Territorio, insediamenti e cultura materiale nel Basso Molise in età medievale: il caso di Sant’Elia a Pianisi (CB)

Originale, Maria Grazia
2021-11-12

Abstract

The teaching of Christian and Medieval Archeology at the University of Molise has long been engaged in the study of the settlement aspects of Molise between Late Antiquity and Middle Ages. In addition to the rock cavities studies, activities have focused on Santa Croce di Magliano, Portocannone and Sant'Elia a Pianisi; here research has led to the recognition of a dense settlements network including: Sant'Elia a Pianisi, the disappeared settlement of Pianisi and San Pietro, San Benedetto, Cerreto and Colle San Nicola localities. While San Pietro and San Benedetto have not been investigated to date, the surveys at Cerreto and Colle San Nicola have provided data of the frequentation between late Middle Ages and early Modern Age. However, the most consistent data comes from Pianisi where, according to the sources, was a fortified settlement attested in a cartula offertionis dated 1008 but written in the 12th century. The area was investigated from 2013 to 2019 as part of the Prope castello Planisi project. Actually, they have resurfaced some upper terrace walls and the remains of ecclesia Sancte Marie in Planisi. The church was confirmed in 821 to the San Vincenzo al Volturno coenoby by Pope Pasquale I (817-824) as stated in a diploma transcribed, in the 12th century, into the Chronicon Vulturnense. The structures of Fase1 can be dated between the early Middle Ages and the 12th century, to which the bell tower (Fase2) was added shortly before the rebuilding (Fase3). The church probably held a little more than 400 people (Fasi 3 e 4), its dating to the 12th-13th century is suggested by some reliefs found in the layers, architectural elements preserved in situ and fragments of pictorial decoration. After the 13th-14th century, the perimeter walls were wrapped on the outside (Fase6) with a curtain wall that incorporated a protomaiolica fragment; the fragment is a useful chronological reference for this consolidation and for the construction of Fase3 building, which was probably abandoned in the 18th century (Fase7). Some evidence, such as a Roman I follis (931-944), suggests that the area was already frequented in the early Middle Ages. The glazed and double-fired glazed pottery is indicative of the use of the area. Very important is the contribution of protomaiolica, which considerably implements the data of ceramic production known for the lower Middle Ages Molise.
Territory, settlements and finds in the lower Molise in the Middle Ages: Sant'Elia a Pianisi (CB)
12-nov-2021
L’insegnamento di Archeologia cristiana e medievale dell’Università del Molise è da tempo impegnato nello studio degli aspetti insediativi che, fra tarda antichità e medioevo, caratterizzarono il Basso Molise. Oltre a studi sugli insediamenti rupestri, le attività si sono concentrate nei siti di Santa Croce di Magliano, Portocannone e, in particolare, Sant’Elia a Pianisi dove le ricerche hanno permesso di riconoscere una fitta rete insediativa comprendente Sant’Elia a Pianisi, lo scomparso abitato di Pianisi e le località di San Pietro, San Benedetto, Cerreto e Colle San Nicola. Mentre San Pietro e San Benedetto non sono state, al momento, oggetto di indagini, i survey a Cerreto e Colle San Nicola hanno fornito dati sulla frequentazione tra basso medioevo e prima età moderna, arricchendo il quadro già noto dalla scarna documentazione scritta. I dati più consistenti, tuttavia, provengono da Pianisi sede, stando alle fonti, di un insediamento fortificato attestato, per la prima volta, in una cartula offertionis con data al 1008 ma non anteriore alla fine del XII secolo. L’area è stata indagata dal 2013 al 2019 nell’ambito del progetto Prope castello Planisi, frutto della collaborazione tra l’Università degli Studi del Molise, l’Amministrazione Comunale di Sant’Elia a Pianisi e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise. Del castello, al momento, sono riemersi alcuni muri del terrazzamento superiore e i resti dell’ecclesia Sancte Marie in Planisi che papa Pasquale I (817-824) confermò al cenobio di San Vincenzo al Volturno nell’821, come si legge in un diploma trascritto nel XII secolo nel Chronicon Vulturnense, dove ricorre la prima attestazione del toponimo. Al periodo compreso tra l’alto medioevo e il XII secolo possiamo datare le strutture murarie di Fase 1 alle quali venne aggiunto il campanile (Fase 2) poco prima della riedificazione (Fase 3). L’edificio di culto, strutturato su più navate (Fasi 3 e 4), aveva una probabile capienza di poco più di 400 persone; la sua datazione al XII-XIII secolo è suggerita da alcuni rilievi trovati negli strati di crollo, dagli elementi architettonici conservati in situ e dai lacerti di decorazioni pittoriche. Successivamente al XIII-XIV secolo i muri perimetrali delle navate e del campanile vennero fasciati all’esterno (Fase 6) con una cortina muraria che inglobò un frammento in protomaiolica, utile riferimento cronologico tanto per questa operazione di consolidamento quanto per la costruzione dell’edificio di Fase 3 che venne abbandonato, verosimilmente, a partire dal XVIII secolo (Fase 7). Ancorché le indagini abbiano raggiunto, sinora, livelli bassomedievali e di prima età moderna evidenze, quali un follis dell’imperatore Romano I (931-944), suggeriscono una frequentazione dell’area già a partire dall’alto medioevo. L’apporto delle ceramiche invetriate e smaltate in doppia cottura, associate anche a frammenti di dipinta a bande, risulta particolarmente indicativo delle fasi d’uso dell’area. Molto incisiva è la protomaiolica, che implementa notevolmente il quadro delle produzioni ceramiche sinora noto per il Molise bassomedievale; è stato rilevato, infatti, un repertorio di forme e motivi piuttosto ricco che evidenzia affinità con produzioni locali, ma anche legami con l’area pugliese e campana, quali sintomi dei traffici favoriti dalla rete tratturale.
Scavo; Ricognizione; Reperti; Chiesa; Territorio
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