The work analyses the so-called Sharing Economy and its implications in civil law, outlining the development over time and its salient features through the original framework proposed by the European Commission – in the exploratory opinion on New Sustainable Economic Models – and by the Parliamentary Intergroup on Technological Innovation, who wrote the Sharing Economy Act. The study examines several well-known electronic platforms, paying particular attention to the ‘worthiness’ profiles emphasized by the legislator to encourage activities that contribute to a more sustainable consumption through the sharing of goods. The functional approach to the phenomenon bases on solidarity among users the rationale of special treatment for operations falling within the ‘Sharing Economy’, still invoked without real uniformity of views. The role of the electronic platform in the context of negotiation between users is analyzed by relating the actual impact on their agreement to its liability provided by law according to the principle of Net Neutrality. Looking at the agreement concluded between users in the context of the platform, it is supported the qualification as a ‘contract’ according to Articles 1321 et seq of the Civil Code, differing from the doctrinal options that consider them merely friendly or ‘pure courtesy’ agreements. It implies the applicability of contract law and the enhancement of the substantial profile which identifies functional links between contracts, determining their regulation and liability issues. Within the framework of the so-called Digital Economy, it is highlighted the value of the personal interaction between users, making it crucial for the validity and the diachronic regulation of individual relationships. Making a comparison between the American ‘Relational Contracts’ and the Italian ‘Long-term Contracts’, it is underlined the similarity and the differences concerning the ‘Sharing Contracts’, connoted by own distinctive features which link them to an economy in which the peculiarities of the operators have assumed new importance, bringing the Sharing Economy closer to an ‘Intimate Economy’. In light of the value assumed by the personal relationship between users, it is also discussed the degree of freedom given to the subjects in the choice of the counterparty, considering the principles of equality and equal treatment in the context of virtual communities. Concerning the AirBnb platform, there is a reconstruction of some discriminatory episodes reported by users to examine provisions of the anti-discrimination legislation and its application in balance with the right to choose the contractual counterparty. Lastly, by enhancing the factual profile of the transactions concluded online, it is proposed a distinction based on the evaluation of the concrete circumstances depending both on the trading methods set by the platform and on the users’ sharing of goods. Thus, the applicability of the prohibition of discrimination – and the consequent invalidity of the contract – is recognized in all the cases in which there is not effective sharing of goods with an unjustified discriminatory effect for the user. Following the express provision of Article 3 of Directive 2000/113/CE, the prohibition of discrimination is inapplicable to transactions concerning private and family life, which is involved exclusively in cases where users share their residential property with others.

Il lavoro analizza la c.d. economia della condivisione e le sue implicazioni nel diritto civile, delineandone lo sviluppo nel tempo e i caratteri salienti attraverso l’originario inquadramento proposto dalla Commissione europea – nel parere esplorativo sui ‘nuovi modelli economici sostenibili’ – e dall’Intergruppo Parlamentare per l’innovazione tecnologica, creatore dello Sharing Economy Act. Lo studio si concentra sull’esame di alcune note piattaforme elettroniche, dedicando particolare attenzione ai profili di meritevolezza enfatizzati dal legislatore per incentivare le attività che contribuiscano realmente ad un consumo più sostenibile mediante la condivisione di beni. L’approccio funzionale al fenomeno consente di fondare sulla solidarietà fra gli utenti la ratio di un trattamento legislativo di favore per le operazione rientranti nella ‘economia della condivisione’, ancor oggi invocata senza reali uniformità di vedute. Si analizza il ruolo della piattaforma elettronica nell’àmbito della negoziazione fra gli utenti, rapportando l’effettivo grado di incidenza sull’accordo alle forme di responsabilità normativamente previste secondo il noto principio di ‘neutralità della rete’. Volgendo lo sguardo all’accordo concluso fra gli utenti nell’àmbito della piattaforma, se ne sostiene la qualificabilità come «contratto» ai sensi degli artt. 1321 ss. cc., discostandosi dalle opzioni dottrinali che li ritengono accordi meramente amichevoli o “di pura cortesia”. Ne discende l’applicabilità della relativa disciplina nonché la valorizzazione del profilo sostanziale che implica l’individuazione di collegamenti funzionali fra contratti, determinandone la regolamentazione e i profili di responsabilità. Entro il quadro della c.d. economia delle piattaforme digitali, si pone in luce il valore della relazione personale fra gli utenti, la quale assume importanza cruciale ai fini della validità e della regolamentazione diacronica dei rapporti individuali. Operando un raffronto fra i c.dd. relational contracts, di matrice americana, e i contratti di durata, si pongono in luce le analogie e le differenze rispetto ai contratti di condivisione, autonomamente connotati da propri elementi distintivi che li riconducono ad una economia nella quale le peculiarità degli operatori hanno assunto una nuova importanza, avvicinando la Sharing Economy ad una c.d. Intimate Economy. Alla luce del valore assunto dal rapporto personale fra gli utenti, si discute anche del grado di libertà accordabile ai soggetti nella scelta della controparte, stante la ferma operatività dei principi di eguaglianza e di pari trattamento anche nell’àmbito delle comunità virtuali. In relazione alla piattaforma di AirBnb, si ricostruiscono gli episodi discriminatori denunciati da alcuni utenti per esaminare le disposizioni della disciplina antidiscriminatoria e valutarne il raggio di applicazione, nel bilanciamento con il diritto di individuazione della controparte contrattuale. Infine, valorizzando il profilo fattuale delle operazioni concluse in rete, viene proposta una distinzione fondata sulla valutazione delle circostanze concrete dipendenti sia dalle modalità di negoziazione fissate dalla piattaforma sia dal godimento del bene immobiliare da parte degli utenti. Si riconosce, cosí, l’applicabilità del divieto di discriminazione – e la conseguente invalidità del contratto stipulato – in tutte le ipotesi nelle quali non si instauri una ‘condivisione effettiva’ del bene offerto e si verifichi un ingiustificato effetto discriminatorio per l’utente. Seguendo l’espressa previsione dell’art. 3, dir. 2000/113/CE, si depone invece per l’inapplicabilità del divieto alle transazioni concernenti l’àmbito della vita privata e familiare, coinvolto soltanto là dove un utente ospiti l’altro nel proprio immobile abitativo.

La sharing economy, fra esigenze di mercato e tutela dei diritti umani

COCCO, Annalisa
2020-06-19

Abstract

Il lavoro analizza la c.d. economia della condivisione e le sue implicazioni nel diritto civile, delineandone lo sviluppo nel tempo e i caratteri salienti attraverso l’originario inquadramento proposto dalla Commissione europea – nel parere esplorativo sui ‘nuovi modelli economici sostenibili’ – e dall’Intergruppo Parlamentare per l’innovazione tecnologica, creatore dello Sharing Economy Act. Lo studio si concentra sull’esame di alcune note piattaforme elettroniche, dedicando particolare attenzione ai profili di meritevolezza enfatizzati dal legislatore per incentivare le attività che contribuiscano realmente ad un consumo più sostenibile mediante la condivisione di beni. L’approccio funzionale al fenomeno consente di fondare sulla solidarietà fra gli utenti la ratio di un trattamento legislativo di favore per le operazione rientranti nella ‘economia della condivisione’, ancor oggi invocata senza reali uniformità di vedute. Si analizza il ruolo della piattaforma elettronica nell’àmbito della negoziazione fra gli utenti, rapportando l’effettivo grado di incidenza sull’accordo alle forme di responsabilità normativamente previste secondo il noto principio di ‘neutralità della rete’. Volgendo lo sguardo all’accordo concluso fra gli utenti nell’àmbito della piattaforma, se ne sostiene la qualificabilità come «contratto» ai sensi degli artt. 1321 ss. cc., discostandosi dalle opzioni dottrinali che li ritengono accordi meramente amichevoli o “di pura cortesia”. Ne discende l’applicabilità della relativa disciplina nonché la valorizzazione del profilo sostanziale che implica l’individuazione di collegamenti funzionali fra contratti, determinandone la regolamentazione e i profili di responsabilità. Entro il quadro della c.d. economia delle piattaforme digitali, si pone in luce il valore della relazione personale fra gli utenti, la quale assume importanza cruciale ai fini della validità e della regolamentazione diacronica dei rapporti individuali. Operando un raffronto fra i c.dd. relational contracts, di matrice americana, e i contratti di durata, si pongono in luce le analogie e le differenze rispetto ai contratti di condivisione, autonomamente connotati da propri elementi distintivi che li riconducono ad una economia nella quale le peculiarità degli operatori hanno assunto una nuova importanza, avvicinando la Sharing Economy ad una c.d. Intimate Economy. Alla luce del valore assunto dal rapporto personale fra gli utenti, si discute anche del grado di libertà accordabile ai soggetti nella scelta della controparte, stante la ferma operatività dei principi di eguaglianza e di pari trattamento anche nell’àmbito delle comunità virtuali. In relazione alla piattaforma di AirBnb, si ricostruiscono gli episodi discriminatori denunciati da alcuni utenti per esaminare le disposizioni della disciplina antidiscriminatoria e valutarne il raggio di applicazione, nel bilanciamento con il diritto di individuazione della controparte contrattuale. Infine, valorizzando il profilo fattuale delle operazioni concluse in rete, viene proposta una distinzione fondata sulla valutazione delle circostanze concrete dipendenti sia dalle modalità di negoziazione fissate dalla piattaforma sia dal godimento del bene immobiliare da parte degli utenti. Si riconosce, cosí, l’applicabilità del divieto di discriminazione – e la conseguente invalidità del contratto stipulato – in tutte le ipotesi nelle quali non si instauri una ‘condivisione effettiva’ del bene offerto e si verifichi un ingiustificato effetto discriminatorio per l’utente. Seguendo l’espressa previsione dell’art. 3, dir. 2000/113/CE, si depone invece per l’inapplicabilità del divieto alle transazioni concernenti l’àmbito della vita privata e familiare, coinvolto soltanto là dove un utente ospiti l’altro nel proprio immobile abitativo.
The sharing economy between market innovation and individual rights protection
The work analyses the so-called Sharing Economy and its implications in civil law, outlining the development over time and its salient features through the original framework proposed by the European Commission – in the exploratory opinion on New Sustainable Economic Models – and by the Parliamentary Intergroup on Technological Innovation, who wrote the Sharing Economy Act. The study examines several well-known electronic platforms, paying particular attention to the ‘worthiness’ profiles emphasized by the legislator to encourage activities that contribute to a more sustainable consumption through the sharing of goods. The functional approach to the phenomenon bases on solidarity among users the rationale of special treatment for operations falling within the ‘Sharing Economy’, still invoked without real uniformity of views. The role of the electronic platform in the context of negotiation between users is analyzed by relating the actual impact on their agreement to its liability provided by law according to the principle of Net Neutrality. Looking at the agreement concluded between users in the context of the platform, it is supported the qualification as a ‘contract’ according to Articles 1321 et seq of the Civil Code, differing from the doctrinal options that consider them merely friendly or ‘pure courtesy’ agreements. It implies the applicability of contract law and the enhancement of the substantial profile which identifies functional links between contracts, determining their regulation and liability issues. Within the framework of the so-called Digital Economy, it is highlighted the value of the personal interaction between users, making it crucial for the validity and the diachronic regulation of individual relationships. Making a comparison between the American ‘Relational Contracts’ and the Italian ‘Long-term Contracts’, it is underlined the similarity and the differences concerning the ‘Sharing Contracts’, connoted by own distinctive features which link them to an economy in which the peculiarities of the operators have assumed new importance, bringing the Sharing Economy closer to an ‘Intimate Economy’. In light of the value assumed by the personal relationship between users, it is also discussed the degree of freedom given to the subjects in the choice of the counterparty, considering the principles of equality and equal treatment in the context of virtual communities. Concerning the AirBnb platform, there is a reconstruction of some discriminatory episodes reported by users to examine provisions of the anti-discrimination legislation and its application in balance with the right to choose the contractual counterparty. Lastly, by enhancing the factual profile of the transactions concluded online, it is proposed a distinction based on the evaluation of the concrete circumstances depending both on the trading methods set by the platform and on the users’ sharing of goods. Thus, the applicability of the prohibition of discrimination – and the consequent invalidity of the contract – is recognized in all the cases in which there is not effective sharing of goods with an unjustified discriminatory effect for the user. Following the express provision of Article 3 of Directive 2000/113/CE, the prohibition of discrimination is inapplicable to transactions concerning private and family life, which is involved exclusively in cases where users share their residential property with others.
Condivisione; Accesso; Piattaforme; Contratti; Economia
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