Background. I meccanismi di neoformazione ossea ed il link patogenetico che lega quest’ultima all’infiammazione e alla attività di malattia nelle spondiloartriti assiali (axSpA) non sono ancora del tutto chiariti. Scopo. Lo scopo del nostro studio è stato quello di valutare le concentrazioni sieriche della semaforina 3A (SEMA 3A), della sclerostina, della bone morphogenic protein (BMP-2), dell’IL-17A e della calprotectina nei pazienti affetti da axSpA e di valutare tali proteine come possibili biomarcatori di neoformazione ossea, attività di malattia e remissione. Materiali e metodi Sessanta pazienti affetti da SpA assiale giunti consecutivamente alla nostra osservazione sono stati arruolati nel corso dello studio. Sono stati inoltre arruolati 30 controlli sani, appaiati per età e sesso. In tutti i pazienti sono stati registrati i principali parametri clinico-demografici. Per ogni paziente sono stati inoltre valutati i principali indici di attività di malattia, di disabilità e di remissione. In tutti i pazienti sono state valutate le radiografie della colonna e del bacino eseguite entro sei mesi dalla visita di arruolamento. Il danno radiografico alla colonna è stato valutato mediante modified Stoke Ankylosing Spondylitis Spinal Score (mSASSS); il coinvolgimento delle articolazioni sacro-iliache è stato valutato mediante assegnazione di uno score variabile fra 1 e 4 in accordo ai criteri di New York. Livelli sierici di Sema3A, sclerostina, BMP-2, IL-17A e calprotectina Le concentrazioni sieriche delle proteine Sema3A, sclerostina, BMP-2, IL-17A e calprotectina sono state valutate utilizzando Kit ELISA commerciali. Risultati Non si è evidenziava nessuna differenza significativa fra le concentrazioni sieriche [mediana (25°-75°)] di Sema3A tra i pazienti [0.26 (0.20-0.31) pg/ml] e i controlli [0.28 (0.26-0.3) pg/ml; p =n.s.). I livelli di Sema3A correlavano positivamente con i valori di VES (rho=0.37, p=0.049;) ma, non sono state riscontrate correlazioni significative tra i valori di Sema3A e i gli indici di danno radiografico. La concentrazione sierica di sclerostina [mediana (25°-75°)] è risultata significativamente più alta nei controlli sani [18.04 (13.6-24) pg/ml] rispetto ai pazienti affetti da SpA [6.46 (4.5-11.1) pg/ml; p value < 0.01] ed inoltre per valori < 13.18 la determinazione della sclerostina presentava una elevata sensibilità (82%) e specificità (90%) per la diagnosi di SpA assiale. Tuttavia, Nessuna correlazione statisticamente significativa è stata riscontrata tra le concentrazioni sieriche di sclerostina con il danno radiografico o con gli indici clinici di attività ed i parametri di laboratorio. Le concentrazioni di BMP-2 non sono risultate differenti tra pazienti e controlli ma correlano positivamente (Spearman rho: 0.39, p=0.03) con l’indice mSASSS. Di notevole interesse, le concentrazioni plasmatiche di BMP-2 correlavano inversamente con i livelli di IL-17A. I livelli di calprotectina sono risultati significativamente più elevati nei pazienti con SpA assiale e correlavano significativamente con i livelli di IL-17A, tuttavia nessuna relazione è stata riscontrata con i valori di mSASSS. Conclusioni: I risultati del nostro studio suggeriscono il possibile ruolo della Sema3A, sclerostina, BMP-2 e calprotectina nelle complesse dinamiche che legano l’infiammazione al rimodellamento osseo nei pazienti con axSpA.

Spondiloartriti assiali: dalla patogenesi della neoformazione ossea alla valutazione di possibili biomarcatori di attività di malattia e remissione clinica

Perrotta, Fabio Massimo
2019-03-06

Abstract

Background. I meccanismi di neoformazione ossea ed il link patogenetico che lega quest’ultima all’infiammazione e alla attività di malattia nelle spondiloartriti assiali (axSpA) non sono ancora del tutto chiariti. Scopo. Lo scopo del nostro studio è stato quello di valutare le concentrazioni sieriche della semaforina 3A (SEMA 3A), della sclerostina, della bone morphogenic protein (BMP-2), dell’IL-17A e della calprotectina nei pazienti affetti da axSpA e di valutare tali proteine come possibili biomarcatori di neoformazione ossea, attività di malattia e remissione. Materiali e metodi Sessanta pazienti affetti da SpA assiale giunti consecutivamente alla nostra osservazione sono stati arruolati nel corso dello studio. Sono stati inoltre arruolati 30 controlli sani, appaiati per età e sesso. In tutti i pazienti sono stati registrati i principali parametri clinico-demografici. Per ogni paziente sono stati inoltre valutati i principali indici di attività di malattia, di disabilità e di remissione. In tutti i pazienti sono state valutate le radiografie della colonna e del bacino eseguite entro sei mesi dalla visita di arruolamento. Il danno radiografico alla colonna è stato valutato mediante modified Stoke Ankylosing Spondylitis Spinal Score (mSASSS); il coinvolgimento delle articolazioni sacro-iliache è stato valutato mediante assegnazione di uno score variabile fra 1 e 4 in accordo ai criteri di New York. Livelli sierici di Sema3A, sclerostina, BMP-2, IL-17A e calprotectina Le concentrazioni sieriche delle proteine Sema3A, sclerostina, BMP-2, IL-17A e calprotectina sono state valutate utilizzando Kit ELISA commerciali. Risultati Non si è evidenziava nessuna differenza significativa fra le concentrazioni sieriche [mediana (25°-75°)] di Sema3A tra i pazienti [0.26 (0.20-0.31) pg/ml] e i controlli [0.28 (0.26-0.3) pg/ml; p =n.s.). I livelli di Sema3A correlavano positivamente con i valori di VES (rho=0.37, p=0.049;) ma, non sono state riscontrate correlazioni significative tra i valori di Sema3A e i gli indici di danno radiografico. La concentrazione sierica di sclerostina [mediana (25°-75°)] è risultata significativamente più alta nei controlli sani [18.04 (13.6-24) pg/ml] rispetto ai pazienti affetti da SpA [6.46 (4.5-11.1) pg/ml; p value < 0.01] ed inoltre per valori < 13.18 la determinazione della sclerostina presentava una elevata sensibilità (82%) e specificità (90%) per la diagnosi di SpA assiale. Tuttavia, Nessuna correlazione statisticamente significativa è stata riscontrata tra le concentrazioni sieriche di sclerostina con il danno radiografico o con gli indici clinici di attività ed i parametri di laboratorio. Le concentrazioni di BMP-2 non sono risultate differenti tra pazienti e controlli ma correlano positivamente (Spearman rho: 0.39, p=0.03) con l’indice mSASSS. Di notevole interesse, le concentrazioni plasmatiche di BMP-2 correlavano inversamente con i livelli di IL-17A. I livelli di calprotectina sono risultati significativamente più elevati nei pazienti con SpA assiale e correlavano significativamente con i livelli di IL-17A, tuttavia nessuna relazione è stata riscontrata con i valori di mSASSS. Conclusioni: I risultati del nostro studio suggeriscono il possibile ruolo della Sema3A, sclerostina, BMP-2 e calprotectina nelle complesse dinamiche che legano l’infiammazione al rimodellamento osseo nei pazienti con axSpA.
Axial-spondyloarthritis: from the pathogenesis of new bone formation to the evalutation of biomarkers of disease activity and remission
Spondiloartriti assiali; Neoformazione ossea; Biomarcatori; Attività di malattia
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