Alcune colture erbacee possono variare le rese quali-quantitative in risposta a particolari condizioni ambientali e alla tecnica colturale. Per ogni essenza vegetale deve essere individuato, quindi, un ambiente di coltivazione e delle tecniche colturali adatte a valorizzare la resa e la qualità dell’essenza prodotta. L’innovativo obiettivo di tale studio è: quantificare gli effetti della tecnica agronomica e dell’ambiente pedo-climatico sull’accrescimento, l’ecofisiologia e la resa quali-quantitativa di diverse specie officinali. La sperimentazione è avvenuta su cinque essenze vegetali: elicriso, lavanda, melissa, rosmarino e salvia. La coltivazione è stata effettuata in diversi ambienti molisani caratterizzati da un clima tipico dell’areale costiero, collinare e pedomontano. Le tecniche colturali adottate in tutti i campi sono state le seguenti: aratura, preparazione del letto di trapianto, trapianto, concimazione pre-semina (50 unità per ettaro di azoto, 90 di fosforo e 50 di potassio), concimazione in copertura (50 unità per ettaro di azoto), scerbature, sarchiatura ed irrigazione. A fine ciclo colturale e nel periodo balsamico sono stati misurati parametri agronomici (resa in cimette e fiori, accumulo di sostanza secca ecc), parametri eco-fisiologici (fotosintesi, conduttanza stomatica ecc) parametri biochimici (attività della Rubisco ecc). Sulle stesse foglie su cui sono state effettuate le misure eco fisiologiche, sono stati misurati i principali costituenti dell’olio essenziale mediate GC-MS. I risultati evidenziano un influenza positiva dell’irrigazione e della regimazione delle acque in eccesso sulla resa delle specie oggetto di studio. La tecnica colturale, soprattutto negli ambienti più marginali ha dato i risultati migliori, dimostrando che semplici investimenti in termini di accorgimenti colturali, come la sarchiatura e la scerbatura, possono incrementare le rese stimolando l’efficienza fotosintetica. Interessanti sono stati i risultati ottenuti in ambienti difficili del basso Molise, a testimonianza di una elevata adattabilità, delle specie studiate, in tutti gli ambienti molisani provati. Dal punto di vista qualitativo i siti migliori per il contenuto in terpeni per unità di sostanza secca, sono quelli presenti in alta collina, dove le condizioni ambientali stimolano il metabolismo secondario. Lo studio, inoltre, ha evidenziato che è possibile modulare la presenza o meno e la quantità di molecole caratteristiche variando la tecnica colturale e/o l’ambiente di coltivazione in maniera opportuna. In futuro sarà possibile pianificare la qualità di un olio essenziale semplicemente scegliendo un ambiente adatto e una strategia agronomica adatta.

Studio per la valorizzazione delle piante officinali in Molise: effetto delle caratteristiche pedo-climatiche e delle tecniche colturali sull’accrescimento, l’ecofisiologia e la resa

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2012

Abstract

Alcune colture erbacee possono variare le rese quali-quantitative in risposta a particolari condizioni ambientali e alla tecnica colturale. Per ogni essenza vegetale deve essere individuato, quindi, un ambiente di coltivazione e delle tecniche colturali adatte a valorizzare la resa e la qualità dell’essenza prodotta. L’innovativo obiettivo di tale studio è: quantificare gli effetti della tecnica agronomica e dell’ambiente pedo-climatico sull’accrescimento, l’ecofisiologia e la resa quali-quantitativa di diverse specie officinali. La sperimentazione è avvenuta su cinque essenze vegetali: elicriso, lavanda, melissa, rosmarino e salvia. La coltivazione è stata effettuata in diversi ambienti molisani caratterizzati da un clima tipico dell’areale costiero, collinare e pedomontano. Le tecniche colturali adottate in tutti i campi sono state le seguenti: aratura, preparazione del letto di trapianto, trapianto, concimazione pre-semina (50 unità per ettaro di azoto, 90 di fosforo e 50 di potassio), concimazione in copertura (50 unità per ettaro di azoto), scerbature, sarchiatura ed irrigazione. A fine ciclo colturale e nel periodo balsamico sono stati misurati parametri agronomici (resa in cimette e fiori, accumulo di sostanza secca ecc), parametri eco-fisiologici (fotosintesi, conduttanza stomatica ecc) parametri biochimici (attività della Rubisco ecc). Sulle stesse foglie su cui sono state effettuate le misure eco fisiologiche, sono stati misurati i principali costituenti dell’olio essenziale mediate GC-MS. I risultati evidenziano un influenza positiva dell’irrigazione e della regimazione delle acque in eccesso sulla resa delle specie oggetto di studio. La tecnica colturale, soprattutto negli ambienti più marginali ha dato i risultati migliori, dimostrando che semplici investimenti in termini di accorgimenti colturali, come la sarchiatura e la scerbatura, possono incrementare le rese stimolando l’efficienza fotosintetica. Interessanti sono stati i risultati ottenuti in ambienti difficili del basso Molise, a testimonianza di una elevata adattabilità, delle specie studiate, in tutti gli ambienti molisani provati. Dal punto di vista qualitativo i siti migliori per il contenuto in terpeni per unità di sostanza secca, sono quelli presenti in alta collina, dove le condizioni ambientali stimolano il metabolismo secondario. Lo studio, inoltre, ha evidenziato che è possibile modulare la presenza o meno e la quantità di molecole caratteristiche variando la tecnica colturale e/o l’ambiente di coltivazione in maniera opportuna. In futuro sarà possibile pianificare la qualità di un olio essenziale semplicemente scegliendo un ambiente adatto e una strategia agronomica adatta.
Improvement medicinal plants production in Molise: climatic characteristics and cultivation strategy can affect on growth, yield and the ecophysiology
Marcellino, Gennaro
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11695/66378
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