In Europa la ricerca scientifica sugli studi di genere in agricoltura si è sviluppata in diversi filoni al fine di analizzare il processo di affermazione della donna in agricoltura, le caratteristiche strutturali e dimensionali delle imprese al femminile, il ruolo delle donne nelle imprese multifunzionali e il legame tra le donne e il capitale sociale in agricoltura. Il processo di affermazione del ruolo della donna in agricoltura è stato indotto dallo sviluppo economico degli anni settanta che ha determinato, come è noto, un forte esodo rurale e un abbandono dell’attività agricola da parte della forza lavoro giovane e di sesso maschile. La donna ha sostituito l’uomo in un contesto di marginalità economica delle risorse aziendali, soprattutto nelle campagne più depresse del Mezzogiorno . La presenza femminile in agricoltura viene analizzata sia in chiave “quantitativa”, evidenziando la crescente presenza relativa della donna nel settore agricolo, sia in una prospettiva diversa, che approfondisce le opportunità che i nuovi scenari dell’agro-alimentare propongono per la componente femminile. Sembra esserci una sufficiente uniformità di vedute sul fatto che l’evoluzione del mondo rurale, la crescente importanza dell’agricoltura multifunzionale, la diversificazione economica, conseguente al modello di sviluppo rurale auspicato dalle politiche comunitarie, costituiscano occasioni di affermazione per la componente femminile in agricoltura . La possibilità di accedere a queste opportunità risulta spesso vincolata da una serie di fattori limitativi, di tipo materiale e immateriale (o culturale) che possono sintetizzarsi nel termine di dotazione relazionale, rappresentata dalla possibilità di beneficiare di una serie di virtù proprie dell’azienda agricola . Alcuni studi hanno approfondito gli aspetti organizzativi, sociali ed economici dell’agricoltura al femminile . L’apporto femminile all’attività agricola in molti casi è stato descritto come sostanziale ma ”invisibile”, a causa soprattutto della sua mancata registrazione nelle statistiche e, un intero filone di studi è stato intrapreso proprio allo scopo di “rendere visibile la donna in termini di ore lavorate, compiti assegnati e coinvolgimento nelle fasi decisionali dell’attività” . Si è cercato di evidenziare le problematiche che possono nascere non solo a causa dei diversi ruoli che la donna può ricoprire nell’ambito dell’azienda-famiglia come conduttrice, coadiuvante, semplice dipendente o altro componente della famiglia, ma anche in relazione alla dimensione economica dell’azienda, all’organizzazione produttiva, alle tecnologie adottate e al territorio nel quale l’azienda si trova ad operare . La presenza e l’azione delle donne, nell’ambito delle diverse funzioni sociali che l’agricoltura va acquisendo in favore della collettività e di una migliore qualità della vita, si investe di nuovi e più qualificati significati economico-sociali e demografico-ambientali . La presenza della donna acquista, dunque, rilevanza da un punto di vista qualitativo e per favorire tale funzione sarebbe opportuno incrementare in modo significativo la partecipazione femminile al processo decisionale. Le peculiarità del lavoro femminile rappresentano, infatti, una componente sempre più importante nella gestione delle attività relazionali dell’azienda con i contesti sociali ed economici esterni. Si tratta di modi di lavorare che hanno le proprie radici nella cultura del lavoro familiare, non orientati solo alla produttività, ma anche ai bisogni umani ed alla collaborazione . L’introduzione di azioni finalizzate al sostegno e all’imprenditoria femminile dovrebbe stimolare l’ingresso di giovani donne nel settore che hanno sicuramente una maggiore propensione ad introdurre strumenti innovativi per migliorare l’efficienza aziendale . Il sesso femminile è stato spesso considerato come un naturale rappresentante del mondo rurale . Altri studi hanno voluto verificare, in chiave strategica, se esiste una vocazione femminile alle tematiche della sicurezza alimentare, della tutela dell’ambiente e del paesaggio rurale in un’ottica multifunzionale e di diversificazione produttiva . La presenza e il ruolo delle donne è maggiore e fondamentale per l’agricoltura biologica, per la qualità del prodotto finale, per la protezione dell’ambiente e per nuove forme di turismo che si possono sviluppare in agricoltura . Studi più recenti, invece, hanno cercato di stabilire le eventuali connessioni tra la presenza di donne attive in agricoltura e l’attenzione per gli aspetti ambientali in azienda. A tale proposito, il ruolo delle donne nell’agricoltura sostenibile è stato definito “chiave” negli Stati Uniti e, in Italia si è parlato di un loro “ruolo di assoluto rilievo” nell’agricoltura di qualità, in particolare quella biologica . Tali evidenze rispecchiano la nascita della corrente ambientalista dell’eco femminismo, universalmente rappresentata dalla scienziata indiana Vandana Shiva, tra le fondatrici del movimento internazionale Diverse women for diversity . Infine, anche negli studi della Commissione Europea si rinviene l’affermazione di un legame sempre più stringente tra l’agricoltura multifunzionale e il ruolo della donna

Alcune riflessioni sul ruolo della donna in agricoltura

FANELLI, Rosa Maria
2013

Abstract

In Europa la ricerca scientifica sugli studi di genere in agricoltura si è sviluppata in diversi filoni al fine di analizzare il processo di affermazione della donna in agricoltura, le caratteristiche strutturali e dimensionali delle imprese al femminile, il ruolo delle donne nelle imprese multifunzionali e il legame tra le donne e il capitale sociale in agricoltura. Il processo di affermazione del ruolo della donna in agricoltura è stato indotto dallo sviluppo economico degli anni settanta che ha determinato, come è noto, un forte esodo rurale e un abbandono dell’attività agricola da parte della forza lavoro giovane e di sesso maschile. La donna ha sostituito l’uomo in un contesto di marginalità economica delle risorse aziendali, soprattutto nelle campagne più depresse del Mezzogiorno . La presenza femminile in agricoltura viene analizzata sia in chiave “quantitativa”, evidenziando la crescente presenza relativa della donna nel settore agricolo, sia in una prospettiva diversa, che approfondisce le opportunità che i nuovi scenari dell’agro-alimentare propongono per la componente femminile. Sembra esserci una sufficiente uniformità di vedute sul fatto che l’evoluzione del mondo rurale, la crescente importanza dell’agricoltura multifunzionale, la diversificazione economica, conseguente al modello di sviluppo rurale auspicato dalle politiche comunitarie, costituiscano occasioni di affermazione per la componente femminile in agricoltura . La possibilità di accedere a queste opportunità risulta spesso vincolata da una serie di fattori limitativi, di tipo materiale e immateriale (o culturale) che possono sintetizzarsi nel termine di dotazione relazionale, rappresentata dalla possibilità di beneficiare di una serie di virtù proprie dell’azienda agricola . Alcuni studi hanno approfondito gli aspetti organizzativi, sociali ed economici dell’agricoltura al femminile . L’apporto femminile all’attività agricola in molti casi è stato descritto come sostanziale ma ”invisibile”, a causa soprattutto della sua mancata registrazione nelle statistiche e, un intero filone di studi è stato intrapreso proprio allo scopo di “rendere visibile la donna in termini di ore lavorate, compiti assegnati e coinvolgimento nelle fasi decisionali dell’attività” . Si è cercato di evidenziare le problematiche che possono nascere non solo a causa dei diversi ruoli che la donna può ricoprire nell’ambito dell’azienda-famiglia come conduttrice, coadiuvante, semplice dipendente o altro componente della famiglia, ma anche in relazione alla dimensione economica dell’azienda, all’organizzazione produttiva, alle tecnologie adottate e al territorio nel quale l’azienda si trova ad operare . La presenza e l’azione delle donne, nell’ambito delle diverse funzioni sociali che l’agricoltura va acquisendo in favore della collettività e di una migliore qualità della vita, si investe di nuovi e più qualificati significati economico-sociali e demografico-ambientali . La presenza della donna acquista, dunque, rilevanza da un punto di vista qualitativo e per favorire tale funzione sarebbe opportuno incrementare in modo significativo la partecipazione femminile al processo decisionale. Le peculiarità del lavoro femminile rappresentano, infatti, una componente sempre più importante nella gestione delle attività relazionali dell’azienda con i contesti sociali ed economici esterni. Si tratta di modi di lavorare che hanno le proprie radici nella cultura del lavoro familiare, non orientati solo alla produttività, ma anche ai bisogni umani ed alla collaborazione . L’introduzione di azioni finalizzate al sostegno e all’imprenditoria femminile dovrebbe stimolare l’ingresso di giovani donne nel settore che hanno sicuramente una maggiore propensione ad introdurre strumenti innovativi per migliorare l’efficienza aziendale . Il sesso femminile è stato spesso considerato come un naturale rappresentante del mondo rurale . Altri studi hanno voluto verificare, in chiave strategica, se esiste una vocazione femminile alle tematiche della sicurezza alimentare, della tutela dell’ambiente e del paesaggio rurale in un’ottica multifunzionale e di diversificazione produttiva . La presenza e il ruolo delle donne è maggiore e fondamentale per l’agricoltura biologica, per la qualità del prodotto finale, per la protezione dell’ambiente e per nuove forme di turismo che si possono sviluppare in agricoltura . Studi più recenti, invece, hanno cercato di stabilire le eventuali connessioni tra la presenza di donne attive in agricoltura e l’attenzione per gli aspetti ambientali in azienda. A tale proposito, il ruolo delle donne nell’agricoltura sostenibile è stato definito “chiave” negli Stati Uniti e, in Italia si è parlato di un loro “ruolo di assoluto rilievo” nell’agricoltura di qualità, in particolare quella biologica . Tali evidenze rispecchiano la nascita della corrente ambientalista dell’eco femminismo, universalmente rappresentata dalla scienziata indiana Vandana Shiva, tra le fondatrici del movimento internazionale Diverse women for diversity . Infine, anche negli studi della Commissione Europea si rinviene l’affermazione di un legame sempre più stringente tra l’agricoltura multifunzionale e il ruolo della donna
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