The research addresses the role of territorial planning in translating the predominant environmental culture into normative and regulatory practice; is proposed and discussed the thesis that it is preferable that planning moves towards different ecological-social and ecological-political paradigms, which are circularly and reciprocally the result and cause of innovative approaches to the planning of protected areas. The territorial scope of study is the context of inner areas and high-altitude areas, with particular reference to Italian national parks. The research investigates the limits that are innate in the cultural and administrative setting in which they are rooted and the risk factors for the protected territories that may arise. The research provides contextual elements about the socio-economic processes that over time caused the marginalization of the territories that are now subject to environmental protection, and about the alterations of the territorial assets related to it. The widespread dichotomous tensions between nature conservation and development instances that often take place in these areas are highlighted, as well as the equally widespread dualism between areas intended to be protected and areas intended for the production of economic value, in a sort of compensatory practice. It is also discussed the cultural approach that characterizes the Italian national law on protected areas, no. 394/1991, and the effectiveness of its implementation, also through the selection of two exemplary cases of the limits, both structural and contingent, to the organic implementation of the aforementioned law. Subsequently, is addressed the potential of marginal areas to assume a non-subordinate territorial role, as a consequence of a change in perspective. Therefore, are illustrated the co-evolutionary plots that have historically affected and shaped these territories, creating environmental and socio-economic specificities that express local man-environment relations. The research then illustrates some recent experiences of economic enhancement of the territorial resources of inner and mountain areas and their limits and potential, also with particular regard to the possibilities that could derive from the application of different ecological-political and ecological-social paradigms to the planning practice and to its role in the management of environmental balances. Is therefore proposed a scenario of reinterpretation of the approach to park planning – first of all, but which can also be extended beyond formal boundaries – in which planning is configured as a dynamic process, guided by the interaction between designing social ecosystems and designed environmental ecosystems and resulting in a multiform coevolving territorial design. The thesis is that in this different perspective it is possible to grasp greater potential for long-term reterritorialization with respect to the extraction processes of economic value from environmental resources, and that this entails a more effective implementation of the objectives – both national and international – of rebuild synergistic and coevolutionary relationships between human activities and the natural environment.

Il lavoro di ricerca affronta la ‘critica’ del ruolo di ‘traduzione’ in pratica normativa e regolativa della cultura ambientalista mainstream, finora prevalentemente svolto dalla pianificazione territoriale/ambientale; viene avanzata e discussa la tesi secondo cui sia preferibile che la pianificazione muova verso paradigmi ecologico-sociali ed ecologico-politici diversi, che siano circolarmente e reciprocamente risultato e causa di approcci innovativi alla pianificazione delle aree protette, con riferimento particolare ai parchi nazionali italiani ricompresi nel contesto territoriale delle aree interne e di alta quota. Sono investigati i limiti intrinseci dell’impostazione culturale e amministrativa in cui è radicata la gestione delle aree protette nazionali e i fattori di rischio per i territori tutelati che ne possono discendere. La ricerca fornisce elementi di contesto riguardo i processi socioeconomici che nel corso del tempo hanno concausato la marginalizzazione dei territori oggi sottoposti a tutela ambientale e le relative alterazioni degli assetti territoriali. Vengono evidenziate le diffuse tensioni dicotomiche tra conservazione della natura e istanze di sviluppo che in essi trovano spesso luogo, nonché l’altrettanto diffuso dualismo tra aree destinabili alla produzione di valore economico ed aree da sottoporre a tutela, in una sorta di pratica compensativa. E’ analizzata e discussa l’impostazione culturale che caratterizza la “Legge quadro sulle aree protette” n. 394/1991, e l’efficacia della sua implementazione anche attraverso l’evidenziazione dei limiti, strutturali e contingenti, all’attuazione organica della citata legge riscontrabili in due casi esemplificativi. Successivamente vengono affrontate le potenzialità delle aree oggi ritenute marginali di ricollocarsi in un ruolo territoriale non subordinato, come conseguenza di un mutamento di prospettiva. Sono perciò esposte le trame coevolutive che hanno storicamente interessato e plasmato questi territori, creando specificità ambientali e socioeconomiche espressive delle relazioni locali uomo-ambiente. Vengono poi illustrate alcune esperienze recenti di valorizzazione economica delle risorse territoriali delle aree interne e montane e ne sono analizzati limiti e potenzialità, anche con particolare riguardo alle possibilità che potrebbero derivare dall’applicazione di differenti paradigmi ecologico-politici ed ecologico-sociali alla prassi pianificatoria e al suo ruolo nella gestione degli equilibri ambientali. A tal fine viene avanzato uno scenario di reinterpretazione dell’approccio alla pianificazione dei parchi – che può riversarsi anche al di là delle perimetrazioni formali – nel quale la pianificazione si configuri come un processo dinamico, guidato dall’interazione di ecosistemi sociali ed ecosistemi ambientali e da cui risulti una multiforme progettazione territoriale coevolvente. La tesi sostenuta è perciò che in questa differente prospettiva si possano cogliere maggiori potenzialità di riterritorializzazione di lunga durata rispetto ai processi estrattivi di valore economico dalle risorse ambientali, e che ciò comporti una più efficace attuazione di quegli obiettivi – nazionali ed internazionali – di ricostruzione di relazioni sinergiche e coevolutive tra attività umane ed ambiente naturale.

Dalla pianificazione ambientale alla progettazione territoriale coevolvente. Approcci e strumenti per il superamento della dicotomia conservazione/sviluppo delle aree protette

OTTAVIANO, Giovanni
2021-10-27

Abstract

Il lavoro di ricerca affronta la ‘critica’ del ruolo di ‘traduzione’ in pratica normativa e regolativa della cultura ambientalista mainstream, finora prevalentemente svolto dalla pianificazione territoriale/ambientale; viene avanzata e discussa la tesi secondo cui sia preferibile che la pianificazione muova verso paradigmi ecologico-sociali ed ecologico-politici diversi, che siano circolarmente e reciprocamente risultato e causa di approcci innovativi alla pianificazione delle aree protette, con riferimento particolare ai parchi nazionali italiani ricompresi nel contesto territoriale delle aree interne e di alta quota. Sono investigati i limiti intrinseci dell’impostazione culturale e amministrativa in cui è radicata la gestione delle aree protette nazionali e i fattori di rischio per i territori tutelati che ne possono discendere. La ricerca fornisce elementi di contesto riguardo i processi socioeconomici che nel corso del tempo hanno concausato la marginalizzazione dei territori oggi sottoposti a tutela ambientale e le relative alterazioni degli assetti territoriali. Vengono evidenziate le diffuse tensioni dicotomiche tra conservazione della natura e istanze di sviluppo che in essi trovano spesso luogo, nonché l’altrettanto diffuso dualismo tra aree destinabili alla produzione di valore economico ed aree da sottoporre a tutela, in una sorta di pratica compensativa. E’ analizzata e discussa l’impostazione culturale che caratterizza la “Legge quadro sulle aree protette” n. 394/1991, e l’efficacia della sua implementazione anche attraverso l’evidenziazione dei limiti, strutturali e contingenti, all’attuazione organica della citata legge riscontrabili in due casi esemplificativi. Successivamente vengono affrontate le potenzialità delle aree oggi ritenute marginali di ricollocarsi in un ruolo territoriale non subordinato, come conseguenza di un mutamento di prospettiva. Sono perciò esposte le trame coevolutive che hanno storicamente interessato e plasmato questi territori, creando specificità ambientali e socioeconomiche espressive delle relazioni locali uomo-ambiente. Vengono poi illustrate alcune esperienze recenti di valorizzazione economica delle risorse territoriali delle aree interne e montane e ne sono analizzati limiti e potenzialità, anche con particolare riguardo alle possibilità che potrebbero derivare dall’applicazione di differenti paradigmi ecologico-politici ed ecologico-sociali alla prassi pianificatoria e al suo ruolo nella gestione degli equilibri ambientali. A tal fine viene avanzato uno scenario di reinterpretazione dell’approccio alla pianificazione dei parchi – che può riversarsi anche al di là delle perimetrazioni formali – nel quale la pianificazione si configuri come un processo dinamico, guidato dall’interazione di ecosistemi sociali ed ecosistemi ambientali e da cui risulti una multiforme progettazione territoriale coevolvente. La tesi sostenuta è perciò che in questa differente prospettiva si possano cogliere maggiori potenzialità di riterritorializzazione di lunga durata rispetto ai processi estrattivi di valore economico dalle risorse ambientali, e che ciò comporti una più efficace attuazione di quegli obiettivi – nazionali ed internazionali – di ricostruzione di relazioni sinergiche e coevolutive tra attività umane ed ambiente naturale.
From environmental planning to the coevolving territorial project. Approaches and tools for overcaming the conservation/development dichotomy of natural protected areas
The research addresses the role of territorial planning in translating the predominant environmental culture into normative and regulatory practice; is proposed and discussed the thesis that it is preferable that planning moves towards different ecological-social and ecological-political paradigms, which are circularly and reciprocally the result and cause of innovative approaches to the planning of protected areas. The territorial scope of study is the context of inner areas and high-altitude areas, with particular reference to Italian national parks. The research investigates the limits that are innate in the cultural and administrative setting in which they are rooted and the risk factors for the protected territories that may arise. The research provides contextual elements about the socio-economic processes that over time caused the marginalization of the territories that are now subject to environmental protection, and about the alterations of the territorial assets related to it. The widespread dichotomous tensions between nature conservation and development instances that often take place in these areas are highlighted, as well as the equally widespread dualism between areas intended to be protected and areas intended for the production of economic value, in a sort of compensatory practice. It is also discussed the cultural approach that characterizes the Italian national law on protected areas, no. 394/1991, and the effectiveness of its implementation, also through the selection of two exemplary cases of the limits, both structural and contingent, to the organic implementation of the aforementioned law. Subsequently, is addressed the potential of marginal areas to assume a non-subordinate territorial role, as a consequence of a change in perspective. Therefore, are illustrated the co-evolutionary plots that have historically affected and shaped these territories, creating environmental and socio-economic specificities that express local man-environment relations. The research then illustrates some recent experiences of economic enhancement of the territorial resources of inner and mountain areas and their limits and potential, also with particular regard to the possibilities that could derive from the application of different ecological-political and ecological-social paradigms to the planning practice and to its role in the management of environmental balances. Is therefore proposed a scenario of reinterpretation of the approach to park planning – first of all, but which can also be extended beyond formal boundaries – in which planning is configured as a dynamic process, guided by the interaction between designing social ecosystems and designed environmental ecosystems and resulting in a multiform coevolving territorial design. The thesis is that in this different perspective it is possible to grasp greater potential for long-term reterritorialization with respect to the extraction processes of economic value from environmental resources, and that this entails a more effective implementation of the objectives – both national and international – of rebuild synergistic and coevolutionary relationships between human activities and the natural environment.
Aree protette; Pianificazione ambientale; Progetto territoriale; Beni comuni; Coevoluzione
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