This paper is aimed at investigating the link between the regulation of migration for work reasons (both supranational and national) and the exploitation of the work of non-EU immigrants. In particular, this doctoral thesis aims to highlight the main critical aspects of the current legislation on the entry and stay of foreign workers in Italy, and the consequent effects that affect the legal and working conditions of non-citizens. Certain programming systems for access to the territory and to work may determine, strengthen and / or encourage irregular entries as well as the multiple forms of labour exploitation. Given this assumption, the ultimate goal is to discuss alternative models of regulation to entrances for work reasons that can finally bring the phenomenon of economic migration back to an interpretation that is not only utilitarian but also broader protection of the individual as a person, worker, migrant. The doctoral thesis is structured in four chapters. The first, dedicated to the supranational discipline of the phenomenon of economic migration, explores international regulation, with focus on its fragmentary and incomplete character. The perspective of the European Union is then examined, highlighting the main factors that have limited its action in the context of legal migration for work reasons. The second chapter investigates the national regulation of economic migration, highlighting the numerous criticalities and distorting effects it determines in the immigrant labour market. The conclusion reached is that the moment of access to work represents the main place in which the distorting effects of national migration policies are manifested. These effects can be identified, on the one hand, in the circumvention of the regulations related to entry and residence of the foreigner, and, on the other, in the spread of phenomena of labour exploitation. This analysis is followed by in-depth studies on the characteristics of the immigrant labour market and on the impact of the Covid-19 pandemic on the working conditions of foreigners. The third chapter deals with the exploitation of the labour of migrants in Italy and Spain in a comparative key. It moves from the assumption that migration represents a factor that facilitates exploitation. In particular, the latter is closely linked to the supranational and national regulatory framework of migration for work purposes in relation to both irregularly and regularly residing immigrant workers. It must be considered that the greater degree of vulnerability of irregularly residing immigrant workers derives primarily from the lack of a residence permit. Attention is then devoted to the phenomenon of “caporalato” and the illicit intermediation and exploitation of labour (art. 603-bis of the Criminal Code), examining its conditions (exploitation of labour and taking advantage of the state of need) and “symptomatic indices”, also through the examination of the criminal justice that has been used so far. Finally, the fourth chapter aims to identify a series of elements that could constitute a new "model" of management of economic migration with important implications on the regularity, working conditions and the process of integration and social inclusion of foreigners in the country of destination.

Il presente elaborato è diretto ad indagare il legame fra la disciplina delle migrazioni per motivi di lavoro (sia sovranazionale sia nazionale) e lo sfruttamento del lavoro degli immigrati extra-Ue. In particolare, la tesi dottorale si propone di rilevare i principali aspetti critici della normativa attuale sull’ingresso e soggiorno dei lavoratori stranieri in Italia, e i conseguenti effetti che si riversano sulla condizione giuridica e lavorativa dei non cittadini. Partendo dal presupposto che un certo sistema di programmazione di accesso al territorio e al lavoro determina, rafforza e/o incentiva gli ingressi irregolari nonché le molteplici forme di sfruttamento lavorativo a cui i migranti sono frequentemente sottoposti, l’obiettivo ultimo è disquisire sui modelli alternativi di regolazione degli ingressi per motivi di lavoro che possano finalmente ricondurre il fenomeno delle migrazioni economiche a una lettura non solo utilitaristica ma a una più ampia tutela dell’individuo quale persona, lavoratore, migrante. La tesi dottorale si struttura in quattro capitoli. Il primo, dedicato alla disciplina sovranazionale del fenomeno delle migrazioni economiche, si sofferma anzitutto sulla regolazione di matrice internazionale della quale si sottolinea il carattere frammentario e incompleto. Viene esaminata, poi, la prospettiva dell’Unione europea, mettendo in luce i principali fattori che ne hanno limitato l’azione nell’ambito della migrazione legale per motivi di lavoro. Il secondo capitolo, invece, si concentra sulla regolazione nazionale delle migrazioni economiche, ponendone in luce le numerose criticità e gli effetti distorsivi che essa determina nel mercato del lavoro immigrato. La conclusione cui si giunge è che il momento dell’accesso al lavoro rappresenta la sede privilegiata in cui si manifestano gli effetti distorsivi delle politiche migratorie nazionali identificati da un lato, nell’elusione della disciplina in materia di ingresso e soggiorno dello straniero, e dall’altro nel diffondersi dei fenomeni riconducibili nell’area dello sfruttamento lavorativo. Fanno seguito approfondimenti sulle caratteristiche del mercato del lavoro immigrato e sull’impatto della pandemia da Covid-19 sulle condizioni di lavoro degli stranieri. Il terzo capitolo affronta, in chiave comparata, il tema dello sfruttamento del lavoro dei migranti in Italia e in Spagna. L’assunto da cui si muove è che le migrazioni rappresentano un fattore che facilita lo sfruttamento, e in particolare che quest’ultimo è strettamente legato al quadro regolativo sovranazionale e nazionale della migrazione a fini lavorativi sia in relazione ai lavoratori immigrati regolarmente soggiornanti sia in relazione ai lavoratori immigrati irregolarmente soggiornanti, considerato che il grado maggiore di vulnerabilità di questi ultimi deriva anzitutto dalla carenza del permesso di soggiorno. Si dedica, poi, attenzione al fenomeno del caporalato e al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.) approfondendone i presupposti (lo sfruttamento del lavoro e l’approfittamento dello stato di bisogno) e gli “indici sintomatici”, anche attraverso la disamina della giurisprudenza penale sinora intervenuta. Il quarto capitolo, infine, mira a individuare una serie di elementi che potrebbero costituire parte integrante di un nuovo “modello” di gestione delle migrazioni economiche con importanti implicazioni circa la condizione di regolarità, le condizioni di lavoro e il processo di integrazione e inclusione sociale degli stranieri nel Paese di destinazione.

Migrazioni economiche e sfruttamento del lavoro immigrato. Riflessioni a partire dal sistema di regolazione dei flussi di ingresso

AMBROSIO, Maria Teresa
2021

Abstract

Il presente elaborato è diretto ad indagare il legame fra la disciplina delle migrazioni per motivi di lavoro (sia sovranazionale sia nazionale) e lo sfruttamento del lavoro degli immigrati extra-Ue. In particolare, la tesi dottorale si propone di rilevare i principali aspetti critici della normativa attuale sull’ingresso e soggiorno dei lavoratori stranieri in Italia, e i conseguenti effetti che si riversano sulla condizione giuridica e lavorativa dei non cittadini. Partendo dal presupposto che un certo sistema di programmazione di accesso al territorio e al lavoro determina, rafforza e/o incentiva gli ingressi irregolari nonché le molteplici forme di sfruttamento lavorativo a cui i migranti sono frequentemente sottoposti, l’obiettivo ultimo è disquisire sui modelli alternativi di regolazione degli ingressi per motivi di lavoro che possano finalmente ricondurre il fenomeno delle migrazioni economiche a una lettura non solo utilitaristica ma a una più ampia tutela dell’individuo quale persona, lavoratore, migrante. La tesi dottorale si struttura in quattro capitoli. Il primo, dedicato alla disciplina sovranazionale del fenomeno delle migrazioni economiche, si sofferma anzitutto sulla regolazione di matrice internazionale della quale si sottolinea il carattere frammentario e incompleto. Viene esaminata, poi, la prospettiva dell’Unione europea, mettendo in luce i principali fattori che ne hanno limitato l’azione nell’ambito della migrazione legale per motivi di lavoro. Il secondo capitolo, invece, si concentra sulla regolazione nazionale delle migrazioni economiche, ponendone in luce le numerose criticità e gli effetti distorsivi che essa determina nel mercato del lavoro immigrato. La conclusione cui si giunge è che il momento dell’accesso al lavoro rappresenta la sede privilegiata in cui si manifestano gli effetti distorsivi delle politiche migratorie nazionali identificati da un lato, nell’elusione della disciplina in materia di ingresso e soggiorno dello straniero, e dall’altro nel diffondersi dei fenomeni riconducibili nell’area dello sfruttamento lavorativo. Fanno seguito approfondimenti sulle caratteristiche del mercato del lavoro immigrato e sull’impatto della pandemia da Covid-19 sulle condizioni di lavoro degli stranieri. Il terzo capitolo affronta, in chiave comparata, il tema dello sfruttamento del lavoro dei migranti in Italia e in Spagna. L’assunto da cui si muove è che le migrazioni rappresentano un fattore che facilita lo sfruttamento, e in particolare che quest’ultimo è strettamente legato al quadro regolativo sovranazionale e nazionale della migrazione a fini lavorativi sia in relazione ai lavoratori immigrati regolarmente soggiornanti sia in relazione ai lavoratori immigrati irregolarmente soggiornanti, considerato che il grado maggiore di vulnerabilità di questi ultimi deriva anzitutto dalla carenza del permesso di soggiorno. Si dedica, poi, attenzione al fenomeno del caporalato e al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.) approfondendone i presupposti (lo sfruttamento del lavoro e l’approfittamento dello stato di bisogno) e gli “indici sintomatici”, anche attraverso la disamina della giurisprudenza penale sinora intervenuta. Il quarto capitolo, infine, mira a individuare una serie di elementi che potrebbero costituire parte integrante di un nuovo “modello” di gestione delle migrazioni economiche con importanti implicazioni circa la condizione di regolarità, le condizioni di lavoro e il processo di integrazione e inclusione sociale degli stranieri nel Paese di destinazione.
Economic migrations and exploitation of immigrant labour. Reflections starting from the system of regulation of inlet flows
This paper is aimed at investigating the link between the regulation of migration for work reasons (both supranational and national) and the exploitation of the work of non-EU immigrants. In particular, this doctoral thesis aims to highlight the main critical aspects of the current legislation on the entry and stay of foreign workers in Italy, and the consequent effects that affect the legal and working conditions of non-citizens. Certain programming systems for access to the territory and to work may determine, strengthen and / or encourage irregular entries as well as the multiple forms of labour exploitation. Given this assumption, the ultimate goal is to discuss alternative models of regulation to entrances for work reasons that can finally bring the phenomenon of economic migration back to an interpretation that is not only utilitarian but also broader protection of the individual as a person, worker, migrant. The doctoral thesis is structured in four chapters. The first, dedicated to the supranational discipline of the phenomenon of economic migration, explores international regulation, with focus on its fragmentary and incomplete character. The perspective of the European Union is then examined, highlighting the main factors that have limited its action in the context of legal migration for work reasons. The second chapter investigates the national regulation of economic migration, highlighting the numerous criticalities and distorting effects it determines in the immigrant labour market. The conclusion reached is that the moment of access to work represents the main place in which the distorting effects of national migration policies are manifested. These effects can be identified, on the one hand, in the circumvention of the regulations related to entry and residence of the foreigner, and, on the other, in the spread of phenomena of labour exploitation. This analysis is followed by in-depth studies on the characteristics of the immigrant labour market and on the impact of the Covid-19 pandemic on the working conditions of foreigners. The third chapter deals with the exploitation of the labour of migrants in Italy and Spain in a comparative key. It moves from the assumption that migration represents a factor that facilitates exploitation. In particular, the latter is closely linked to the supranational and national regulatory framework of migration for work purposes in relation to both irregularly and regularly residing immigrant workers. It must be considered that the greater degree of vulnerability of irregularly residing immigrant workers derives primarily from the lack of a residence permit. Attention is then devoted to the phenomenon of “caporalato” and the illicit intermediation and exploitation of labour (art. 603-bis of the Criminal Code), examining its conditions (exploitation of labour and taking advantage of the state of need) and “symptomatic indices”, also through the examination of the criminal justice that has been used so far. Finally, the fourth chapter aims to identify a series of elements that could constitute a new "model" of management of economic migration with important implications on the regularity, working conditions and the process of integration and social inclusion of foreigners in the country of destination.
Migrazioni economiche; Programmazione degli ingressi; Sfruttamento del lavoro; Lavoratori migranti regolari; Lavoratori migranti irregolari
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