Il processo valutativo consta di tre azioni significative: cognizione, osservazione e interpretazione (Pellegrino, Chudowsky & Glaser, 2001), sinergicamente concatenate e dotate di specifici strumenti. Ragion per cui, è possibile conoscere un determinato fenomeno, monitorando i comportamenti, le azioni e il processo in fieri, al fine di attribuire un giudizio di valore in merito alle evidenze rilevate. In tale scenario, si inserisce il video nella sua duplice accezione di strumento di osservazione e prodotto interpretativo che, se da un lato consente di documentare l’integralità della scena educativa, dall’altro permette di “leggere” a posteriori quanto ripreso, conferendo senso e significato ai contenuti tratti dalle videate. Sul piano esperienziale, un ruolo strategico è assunto dalle pratiche e tecniche valutative, che accertano la progressività e la ricorsività delle azioni con funzioni regolative e orientative. Nello specifico, il modello teorico della Visual Education focalizza l’attenzione sugli apporti forniti dal video, all’interno di un setting formativo student-centred, nel percorso di formazione iniziale e in servizio per i docenti. L’analisi dei video permette di descrivere le pratiche organizzative agite dagli studenti nelle attività laboratoriali (Vegliante, Miranda, & De Angelis, 2018) e nel nostro contributo intendiamo sottolineare come le caratteristiche del video possono rappresentare una risorsa multimediale indispensabile e sempre più centrale per una didattica (anche nelle-learning) efficace. L’analisi descrittiva, di carattere multilivello, integra assessment e l’evaluation curvandosi su due istanze: la prima teorico-epistemologica ascrivibile nell’ambito della Professional Vision e la seconda pratico-metodologica che, secondo i principi di Visual Communication, mira a cogliere la relazione esistente tra la qualità dei contenuti visuali e il processo di apprendimento.

La qualità del video nel processo di insegnamento-apprendimento

Marta De Angelis
2019

Abstract

Il processo valutativo consta di tre azioni significative: cognizione, osservazione e interpretazione (Pellegrino, Chudowsky & Glaser, 2001), sinergicamente concatenate e dotate di specifici strumenti. Ragion per cui, è possibile conoscere un determinato fenomeno, monitorando i comportamenti, le azioni e il processo in fieri, al fine di attribuire un giudizio di valore in merito alle evidenze rilevate. In tale scenario, si inserisce il video nella sua duplice accezione di strumento di osservazione e prodotto interpretativo che, se da un lato consente di documentare l’integralità della scena educativa, dall’altro permette di “leggere” a posteriori quanto ripreso, conferendo senso e significato ai contenuti tratti dalle videate. Sul piano esperienziale, un ruolo strategico è assunto dalle pratiche e tecniche valutative, che accertano la progressività e la ricorsività delle azioni con funzioni regolative e orientative. Nello specifico, il modello teorico della Visual Education focalizza l’attenzione sugli apporti forniti dal video, all’interno di un setting formativo student-centred, nel percorso di formazione iniziale e in servizio per i docenti. L’analisi dei video permette di descrivere le pratiche organizzative agite dagli studenti nelle attività laboratoriali (Vegliante, Miranda, & De Angelis, 2018) e nel nostro contributo intendiamo sottolineare come le caratteristiche del video possono rappresentare una risorsa multimediale indispensabile e sempre più centrale per una didattica (anche nelle-learning) efficace. L’analisi descrittiva, di carattere multilivello, integra assessment e l’evaluation curvandosi su due istanze: la prima teorico-epistemologica ascrivibile nell’ambito della Professional Vision e la seconda pratico-metodologica che, secondo i principi di Visual Communication, mira a cogliere la relazione esistente tra la qualità dei contenuti visuali e il processo di apprendimento.
978-88-6760-634-4
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