Il saggio è il testo portante della mostra antologica di Ubaldo Bartolini (Montappone-AP- 1944) presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano (agosto-settembre 2020), dedicata a uno dei protagonisti di quel “ritorno alla pittura” che, al principio degli anni Ottanta del secolo scorso, ha caratterizzato il contesto artistico internazionale dopo le sperimentazioni concettuali e analitiche del decennio precedente. La riscoperta della pittura, che ha avuto diverse declinazioni e ha visto attivi diversi raggruppamenti internazionali, ha avuto infatti proprio Bartolini tra i suoi riconosciuti precursori, un pittore presente nelle edizioni della Biennale di Venezia del 1982 e del 1984, nonché componente autorevole del gruppo degli Anacronisti che ha avuto il sostegno teorico di Maurizio Calvesi. Bartolini è stato autore di un’opera innovativa e di grande portata metaforica come il pennello dipinto del 1972: lo strumento principe della pittura che si trasforma nel suo supporto per diventare opera, in un rovesciamento speculare che ha un’evidente matrice concettuale. Il pennello dipinto rappresenta dunque lo snodo di questa mostra che parte proprio dalle esperienze concettuali di Bartolini per presentare poi le diverse fasi del suo viaggio attraverso la pittura, in un lungo percorso fondato sul tema centrale del paesaggio e sulle sue infinite variazioni che arriva alle opere recentissime realizzate nel 2020. .

Ubaldo Bartolini. Ridipingere la pittura

Lorenzo Canova
2020

Abstract

Il saggio è il testo portante della mostra antologica di Ubaldo Bartolini (Montappone-AP- 1944) presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano (agosto-settembre 2020), dedicata a uno dei protagonisti di quel “ritorno alla pittura” che, al principio degli anni Ottanta del secolo scorso, ha caratterizzato il contesto artistico internazionale dopo le sperimentazioni concettuali e analitiche del decennio precedente. La riscoperta della pittura, che ha avuto diverse declinazioni e ha visto attivi diversi raggruppamenti internazionali, ha avuto infatti proprio Bartolini tra i suoi riconosciuti precursori, un pittore presente nelle edizioni della Biennale di Venezia del 1982 e del 1984, nonché componente autorevole del gruppo degli Anacronisti che ha avuto il sostegno teorico di Maurizio Calvesi. Bartolini è stato autore di un’opera innovativa e di grande portata metaforica come il pennello dipinto del 1972: lo strumento principe della pittura che si trasforma nel suo supporto per diventare opera, in un rovesciamento speculare che ha un’evidente matrice concettuale. Il pennello dipinto rappresenta dunque lo snodo di questa mostra che parte proprio dalle esperienze concettuali di Bartolini per presentare poi le diverse fasi del suo viaggio attraverso la pittura, in un lungo percorso fondato sul tema centrale del paesaggio e sulle sue infinite variazioni che arriva alle opere recentissime realizzate nel 2020. .
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