Gli artt. 476 e 479 c.p., vale a dire le ipotesi di falso maggiormente rilevanti sul piano applicativo della intera categoria dei reati contro la pubblica fede, sono diventati storicamente i luoghi in cui si è concentrata la elaborazione teorica che ha prodotto la maggior parte delle nozioni e dei concetti sui quali si basa l’intera categoria della falsità in atti. Partendo dalla spinosa ed irrisolta questione del bene giuridico tutelato, la cui (varia) soluzione condiziona inevitabilmente i percorsi ricostruttivi della tipicità, l’analisi dei nodi applicativi più rilevanti emersi dalla sterminata casistica legata alle figure del falso in atto pubblico, consente di affrontare molte delle tematiche generali relative alla rilevanza penale del ‘falso’: dalla citata e preliminare questione del bene giuridico, alla identificazione dell’oggetto materiale (il documento); dalla differenza tra falso materiale e falso ideologico, all’elemento soggettivo; dai problemi di configurabilità del tentativo, a quelli del concorso i reati.

Il falso in atto pubblico (artt. 476 e 479)

FIORE, Stefano
2010

Abstract

Gli artt. 476 e 479 c.p., vale a dire le ipotesi di falso maggiormente rilevanti sul piano applicativo della intera categoria dei reati contro la pubblica fede, sono diventati storicamente i luoghi in cui si è concentrata la elaborazione teorica che ha prodotto la maggior parte delle nozioni e dei concetti sui quali si basa l’intera categoria della falsità in atti. Partendo dalla spinosa ed irrisolta questione del bene giuridico tutelato, la cui (varia) soluzione condiziona inevitabilmente i percorsi ricostruttivi della tipicità, l’analisi dei nodi applicativi più rilevanti emersi dalla sterminata casistica legata alle figure del falso in atto pubblico, consente di affrontare molte delle tematiche generali relative alla rilevanza penale del ‘falso’: dalla citata e preliminare questione del bene giuridico, alla identificazione dell’oggetto materiale (il documento); dalla differenza tra falso materiale e falso ideologico, all’elemento soggettivo; dai problemi di configurabilità del tentativo, a quelli del concorso i reati.
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