Il diritto alla protezione dei dati personali esiste in tutti i Paesi dell’Unione europea; in alcuni Stati tale diritto è sancito a livello di legge ordinaria, mentre in altri Stati esso è sancito a livello costituzionale. L’obiettivo del presente saggio è tentare di individuare un fondamento costituzionale, sia a livello comunitario, che a livello nazionale, del diritto alla protezione dei dati personali. In primis, l'articolo opera un excursus storico al fine di individuare le principali tappe che hanno portato all’affermazione del diritto in questione, prima nei vari Paesi europei, poi nel diritto comunitario, nonché alla sua progressiva ‘affrancazione’ dal diritto alla riservatezza. In secondo luogo, il saggio intende marcare la differenza tra la protezione dei dati e la riservatezza ed il rapporto che questi due diritti hanno con il diritto alla privacy, così come originariamente elaborato nell’ordinamento giuridico statunitense. In terzo luogo, l’analisi si concentra sui principali atti normativi concernenti il diritto alla protezione dei dati personali, sia quelli emanati dalle istituzioni internazionali (CEDU, Convenzione di Strasburgo), che quelli elaborati in seno alle istituzioni comunitarie e contenuti nel diritto primario (Carta di Nizza, TUE, TFUE) ed in quello secondario (direttiva n. 46/1995, regolamento n. 679/2016). L’analisi del rapporto tra il diritto della persona alla protezione dei dati che la riguardano e la libera circolazione delle informazioni costituisce il leit motiv del presente articolo.

Il diritto alla protezione dei dati tra tutela della persona e libera circolazione delle informazioni: aspetti di diritto comunitario e di diritto comparato

Fontanarosa Fiore
2018-01-01

Abstract

Il diritto alla protezione dei dati personali esiste in tutti i Paesi dell’Unione europea; in alcuni Stati tale diritto è sancito a livello di legge ordinaria, mentre in altri Stati esso è sancito a livello costituzionale. L’obiettivo del presente saggio è tentare di individuare un fondamento costituzionale, sia a livello comunitario, che a livello nazionale, del diritto alla protezione dei dati personali. In primis, l'articolo opera un excursus storico al fine di individuare le principali tappe che hanno portato all’affermazione del diritto in questione, prima nei vari Paesi europei, poi nel diritto comunitario, nonché alla sua progressiva ‘affrancazione’ dal diritto alla riservatezza. In secondo luogo, il saggio intende marcare la differenza tra la protezione dei dati e la riservatezza ed il rapporto che questi due diritti hanno con il diritto alla privacy, così come originariamente elaborato nell’ordinamento giuridico statunitense. In terzo luogo, l’analisi si concentra sui principali atti normativi concernenti il diritto alla protezione dei dati personali, sia quelli emanati dalle istituzioni internazionali (CEDU, Convenzione di Strasburgo), che quelli elaborati in seno alle istituzioni comunitarie e contenuti nel diritto primario (Carta di Nizza, TUE, TFUE) ed in quello secondario (direttiva n. 46/1995, regolamento n. 679/2016). L’analisi del rapporto tra il diritto della persona alla protezione dei dati che la riguardano e la libera circolazione delle informazioni costituisce il leit motiv del presente articolo.
2018
978-88-9391-500-7
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11695/87599
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