Report di ricerca PRIN. Un brevetto rimasto in sospeso di un esperimento riuscito ed unico al mondo. Iniziato nella Facoltà di Architettura di Roma nel 2000, prototipato nell’Università del Molise nel 2006 grazie ad un PRIN, attenzionato nel 2010 da una delle più grandi multinazionali del mondo negli apparati di networking, che però deve ancora terminare le scorte dei suoi prodotti meno interessanti e più cari. Si tratta del sistema di telecontiguità, videoconferenza in scala naturale con la possibilità di toccarsi e guardarsi negli occhi, misurare al vero un oggetto a distanza e tutto quello che si potrebbe fare esattamente come se si fosse semplicemente separati da un vetro trasparente. Questo stargate, simulato fin dalla fine dell’800 (Pepper’s Ghost – Royal Polytechnic of London, 1862) immaginato nella fantascienza, spesso millantato da finte olografie, auspicato da Derrick de Kerckhove per il villaggio globale di Mc Luhan, è stato mostrato ed usato in pubblico collegando alcune delle principali città italiane. Questa edizione inglese è stata distribuita nelle più importanti biblioteche universitarie del mondo. Il sottoscritto ne è l’inventore ed il coordinatore scientifico di tutta la sperimentazione. Discutendone con lo steso De Kerckhove siamo giunti alla conclusione che il suo mancato successo possa essere dovuto alla linea evolutiva della prossemica tascabile che per ora si è sganciata dalla scala umana e dallo spazio prospettico rinascimentale. Viene citato dal 2006 nelle ricerche su augmented space, interaction design e human interface per i settori della didattica a distanza, assistenza sanitaria in telepresenza, spettacolo e valorizzazione dei beni culturali.

E-learning for architecture

PANUNZI, Stefano;
2011

Abstract

Report di ricerca PRIN. Un brevetto rimasto in sospeso di un esperimento riuscito ed unico al mondo. Iniziato nella Facoltà di Architettura di Roma nel 2000, prototipato nell’Università del Molise nel 2006 grazie ad un PRIN, attenzionato nel 2010 da una delle più grandi multinazionali del mondo negli apparati di networking, che però deve ancora terminare le scorte dei suoi prodotti meno interessanti e più cari. Si tratta del sistema di telecontiguità, videoconferenza in scala naturale con la possibilità di toccarsi e guardarsi negli occhi, misurare al vero un oggetto a distanza e tutto quello che si potrebbe fare esattamente come se si fosse semplicemente separati da un vetro trasparente. Questo stargate, simulato fin dalla fine dell’800 (Pepper’s Ghost – Royal Polytechnic of London, 1862) immaginato nella fantascienza, spesso millantato da finte olografie, auspicato da Derrick de Kerckhove per il villaggio globale di Mc Luhan, è stato mostrato ed usato in pubblico collegando alcune delle principali città italiane. Questa edizione inglese è stata distribuita nelle più importanti biblioteche universitarie del mondo. Il sottoscritto ne è l’inventore ed il coordinatore scientifico di tutta la sperimentazione. Discutendone con lo steso De Kerckhove siamo giunti alla conclusione che il suo mancato successo possa essere dovuto alla linea evolutiva della prossemica tascabile che per ora si è sganciata dalla scala umana e dallo spazio prospettico rinascimentale. Viene citato dal 2006 nelle ricerche su augmented space, interaction design e human interface per i settori della didattica a distanza, assistenza sanitaria in telepresenza, spettacolo e valorizzazione dei beni culturali.
978-88-492-2026-1
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