Negli ultimi decenni, l’educazione interculturale è passata dall’essere un ideale pedagogico alla ricerca di un riconoscimento politico e normativo strutturato. Dalla fine della Seconda guerra mondiale, il rafforzarsi di una coscienza globale fondata sui diritti umani ha spinto gli organismi internazionali a interrogarsi sul ruolo dell’educazione nella costruzione di società inclusive. Tuttavia, il percorso verso un’intercultura istituzionalizzata non è stato lineare, ma segnato da progressi, contraddizioni e momenti di stallo. La presente monografia analizza, in prospettiva storica e comparativa, le politiche educative interculturali promosse da UNESCO, Consiglio d’Europa, Unione Europea, OCSE, Banca Mondiale e UNICEF tra il 1945 e il 2025, attraversando snodi cruciali quali decolonizzazione, guerra fredda, espansione dei diritti civili, globalizzazione neoliberale e crisi migratorie contemporanee. Il lavoro indaga come, in ogni fase, queste organizzazioni abbiano contribuito a ridefinire il concetto di pluralità culturale e quali strumenti siano stati adottati per promuovere la formazione interculturale dei docenti, monitorare la discriminazione e sviluppare pratiche scolastiche inclusive. Attraverso l’individuazione di convergenze, divergenze e possibili sinergie, il volume offre una riflessione critica sulle tante sfide presenti nelle società contemporanee e propone chiavi interpretative volte ad indicare possibili direzioni per il futuro: perché l’intercultura non resti un concetto astratto, ma diventi un impegno concreto per una cittadinanza globale fondata sulla giustizia, sul dialogo e sul reciproco riconoscimento.
Dal dialogo tra culture all'intercultura istituzionalizzata. L'evoluzione delle politiche educative degli organismi internazionali (1945-2025)
Sani, Serena
2026-01-01
Abstract
Negli ultimi decenni, l’educazione interculturale è passata dall’essere un ideale pedagogico alla ricerca di un riconoscimento politico e normativo strutturato. Dalla fine della Seconda guerra mondiale, il rafforzarsi di una coscienza globale fondata sui diritti umani ha spinto gli organismi internazionali a interrogarsi sul ruolo dell’educazione nella costruzione di società inclusive. Tuttavia, il percorso verso un’intercultura istituzionalizzata non è stato lineare, ma segnato da progressi, contraddizioni e momenti di stallo. La presente monografia analizza, in prospettiva storica e comparativa, le politiche educative interculturali promosse da UNESCO, Consiglio d’Europa, Unione Europea, OCSE, Banca Mondiale e UNICEF tra il 1945 e il 2025, attraversando snodi cruciali quali decolonizzazione, guerra fredda, espansione dei diritti civili, globalizzazione neoliberale e crisi migratorie contemporanee. Il lavoro indaga come, in ogni fase, queste organizzazioni abbiano contribuito a ridefinire il concetto di pluralità culturale e quali strumenti siano stati adottati per promuovere la formazione interculturale dei docenti, monitorare la discriminazione e sviluppare pratiche scolastiche inclusive. Attraverso l’individuazione di convergenze, divergenze e possibili sinergie, il volume offre una riflessione critica sulle tante sfide presenti nelle società contemporanee e propone chiavi interpretative volte ad indicare possibili direzioni per il futuro: perché l’intercultura non resti un concetto astratto, ma diventi un impegno concreto per una cittadinanza globale fondata sulla giustizia, sul dialogo e sul reciproco riconoscimento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


