Il saggio analizza la sezione «Metafisici e visionari» della mostra Figurazione anni '60 e '70, assumendo la Metafisica di Giorgio de Chirico come caposcuola ideale di una linea fondamentale della pittura italiana di figurazione della seconda metà del Novecento. Muovendo dalla nozione di «Metafisica Continua» formulata da Maurizio Calvesi, il testo ripercorre l'intero arco creativo dechirichiano, dalla nascita della pittura metafisica nel 1910 fino alla stagione neometafisica (1968-1978), letta come momento di piena maturità e di rinnovata libertà inventiva. Su questa premessa il saggio ricostruisce il dialogo che numerosi maestri della figurazione hanno intrattenuto con gli enigmi e l'iconografia di de Chirico: da Balthus a Fabrizio Clerici, da Sergio Vacchi a Bruno Canova, da Leonardo Cremonini a Gianfranco Ferroni, da Sergio Ceccotti ad Angelo Titonel, fino a Riccardo Tommasi Ferroni e Alessandro Kokocinski. Ne emerge la mappa di una figurazione visionaria, sospesa tra memoria, sogno e percezione, in cui la lezione metafisica si configura come modello generativo per l'arte italiana ed europea del secondo dopoguerra.
Metafisiche della figurazione
lorenzo canova
2024-01-01
Abstract
Il saggio analizza la sezione «Metafisici e visionari» della mostra Figurazione anni '60 e '70, assumendo la Metafisica di Giorgio de Chirico come caposcuola ideale di una linea fondamentale della pittura italiana di figurazione della seconda metà del Novecento. Muovendo dalla nozione di «Metafisica Continua» formulata da Maurizio Calvesi, il testo ripercorre l'intero arco creativo dechirichiano, dalla nascita della pittura metafisica nel 1910 fino alla stagione neometafisica (1968-1978), letta come momento di piena maturità e di rinnovata libertà inventiva. Su questa premessa il saggio ricostruisce il dialogo che numerosi maestri della figurazione hanno intrattenuto con gli enigmi e l'iconografia di de Chirico: da Balthus a Fabrizio Clerici, da Sergio Vacchi a Bruno Canova, da Leonardo Cremonini a Gianfranco Ferroni, da Sergio Ceccotti ad Angelo Titonel, fino a Riccardo Tommasi Ferroni e Alessandro Kokocinski. Ne emerge la mappa di una figurazione visionaria, sospesa tra memoria, sogno e percezione, in cui la lezione metafisica si configura come modello generativo per l'arte italiana ed europea del secondo dopoguerra.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


