Il saggio interpreta l’opera di Giorgio de Chirico attraverso la categoria del Mediterraneo, inteso non solo come spazio geografico ma come luogo mentale in cui memoria, mito, filosofia e storia dell’arte si intrecciano. Canova evidenzia come la visione dechirichiana, nutrita dal pensiero di Nietzsche e dall’idea dell’eterno ritorno, trovi nel mare mediterraneo il simbolo di una conoscenza profonda capace di collegare passato e presente. Dalla stagione “barocca” degli anni Quaranta e Cinquanta fino alla Neometafisica degli anni Settanta, de Chirico sviluppa una pittura fondata sul dialogo continuo con la tradizione, sulla libertà creativa e sulla trasformazione delle immagini. Cavalli, eroi antichi, piazze metafisiche, interni enigmatici e vedute veneziane diventano figure di un tempo circolare in cui le epoche convivono. Il percorso si conclude con la riflessione sulla spiritualità dell’artista e sulla *Salita al Calvario*, opera che sintetizza la sua meditazione sul sacro, mettendo in relazione la grande tradizione pittorica europea, la figura di san Francesco e la devozione per Padre Pio. In questa prospettiva, il Mediterraneo emerge come matrice simbolica della “metafisica continua” di de Chirico.
Giorgio de Chirico. Classico, barocco, mediterraneo
lorenzo canova
2026-01-01
Abstract
Il saggio interpreta l’opera di Giorgio de Chirico attraverso la categoria del Mediterraneo, inteso non solo come spazio geografico ma come luogo mentale in cui memoria, mito, filosofia e storia dell’arte si intrecciano. Canova evidenzia come la visione dechirichiana, nutrita dal pensiero di Nietzsche e dall’idea dell’eterno ritorno, trovi nel mare mediterraneo il simbolo di una conoscenza profonda capace di collegare passato e presente. Dalla stagione “barocca” degli anni Quaranta e Cinquanta fino alla Neometafisica degli anni Settanta, de Chirico sviluppa una pittura fondata sul dialogo continuo con la tradizione, sulla libertà creativa e sulla trasformazione delle immagini. Cavalli, eroi antichi, piazze metafisiche, interni enigmatici e vedute veneziane diventano figure di un tempo circolare in cui le epoche convivono. Il percorso si conclude con la riflessione sulla spiritualità dell’artista e sulla *Salita al Calvario*, opera che sintetizza la sua meditazione sul sacro, mettendo in relazione la grande tradizione pittorica europea, la figura di san Francesco e la devozione per Padre Pio. In questa prospettiva, il Mediterraneo emerge come matrice simbolica della “metafisica continua” di de Chirico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


