The history of medical and naturalistic knowledge in Naples has a long tradition, with scholars often focusing on the role of prominent figures between the early 1570s - when the first reports of Ferrante Imperato’s collection appeared - and the publication of the Tesoro messicano in 1651. This contribution aims to push the focus further back in time, shedding light on the places, objects, and people who, as early as the first decades of the sixteenth century, helped shape this body of knowledge. Unlike Pisa and Padua, Naples did not yet have a university botanical garden. The city was, however, a major Mediterranean port and the second most important capital of a vast empire, both in size and in strategic-political role. It served as a hub in a global chain of information and trade, thanks to the presence of soldiers, diplomats, scholars, clergy, travelers, merchants, and missionaries. It is on this network of people, and the economic and cultural practices they created, that our attention is focused here.

La storia dei saperi medico-naturalistici a Napoli vanta una solida tradizione storiografica che ha posto particolare attenzione al ruolo avuto da alcune figure di singolare spicco nella fase tra gli inizi degli anni Settanta del Cinquecento, gli anni cioè cui risalgono le prime notizie sulla collezione di Ferrante Imperato, e la pubblicazione nel 1651 del Tesoro messicano. Obiettivo di questo contributo è provare a retrodatare il focus dell’attenzione e a fare luce su spazi, oggetti e attori che, sin dai primi decenni del secolo XVI, contribuirono alla costruzione di tali saperi. Napoli non aveva all’epoca un orto botanico universitario come quelli che esistevano già, invece, a Pisa e a Padova. La città, però, grande porto del Mediterraneo e seconda capitale per dimensioni e funzioni strategico-politiche di un grande impero, funse da collettore di una catena delle informazioni e delle forniture commerciali di portata globale grazie alla concomitante presenza in città di militari, agenti diplomatici, studiosi, religiosi, viaggiatori, mercanti e missionari. Ed è a questa rete di agenti e pratiche economiche e culturali che è rivolta qui l’attenzione.

Un'impresa plurale. Napoli "Teatro di cose naturali" (1540-1580)

Novi Chavarria E.
2026-01-01

Abstract

The history of medical and naturalistic knowledge in Naples has a long tradition, with scholars often focusing on the role of prominent figures between the early 1570s - when the first reports of Ferrante Imperato’s collection appeared - and the publication of the Tesoro messicano in 1651. This contribution aims to push the focus further back in time, shedding light on the places, objects, and people who, as early as the first decades of the sixteenth century, helped shape this body of knowledge. Unlike Pisa and Padua, Naples did not yet have a university botanical garden. The city was, however, a major Mediterranean port and the second most important capital of a vast empire, both in size and in strategic-political role. It served as a hub in a global chain of information and trade, thanks to the presence of soldiers, diplomats, scholars, clergy, travelers, merchants, and missionaries. It is on this network of people, and the economic and cultural practices they created, that our attention is focused here.
2026
978-88-6887-405-6
La storia dei saperi medico-naturalistici a Napoli vanta una solida tradizione storiografica che ha posto particolare attenzione al ruolo avuto da alcune figure di singolare spicco nella fase tra gli inizi degli anni Settanta del Cinquecento, gli anni cioè cui risalgono le prime notizie sulla collezione di Ferrante Imperato, e la pubblicazione nel 1651 del Tesoro messicano. Obiettivo di questo contributo è provare a retrodatare il focus dell’attenzione e a fare luce su spazi, oggetti e attori che, sin dai primi decenni del secolo XVI, contribuirono alla costruzione di tali saperi. Napoli non aveva all’epoca un orto botanico universitario come quelli che esistevano già, invece, a Pisa e a Padova. La città, però, grande porto del Mediterraneo e seconda capitale per dimensioni e funzioni strategico-politiche di un grande impero, funse da collettore di una catena delle informazioni e delle forniture commerciali di portata globale grazie alla concomitante presenza in città di militari, agenti diplomatici, studiosi, religiosi, viaggiatori, mercanti e missionari. Ed è a questa rete di agenti e pratiche economiche e culturali che è rivolta qui l’attenzione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11695/159010
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