«Ecco, tu adesso sei un dio per noi, perché sei forestiero» (LaLungaS, p. 114). In July 1959, these words were addressed by a young man to Pier Paolo Pasolini, who had arrived in Taranto during a trip along the Italian coast at the wheel of a Fiat Millecento. Travel was an extremely important component in the life of the Emilian writer, which would also have profound repercussions on his artistic production: just think of his use of various dialects and his attention to linguistic minorities (see, among others, D'Achille 2019, Aprile-Gagliani 2022, and Montinaro 2023). In line with the conference theme, this paper seeks to go beyond the national dimension, to seek to identify the linguistic legacies of Pasolini's international travels (Japan, India, Iran, Morocco, the United States) and his forays into foreign literature. With the aim of adding a further piece to the knowledge of the linguistic repertoire of this extraordinary intellectual, three fundamental types of sources will be reviewed: 1) works born from travels (such as L’odore dell’India), 2) testimonies attributable to them (for example, Fallaci 1966), 3) studies that analyse the influence of foreign literature on Pasolini's work (for example, Doi 2011).

«Ecco, tu adesso sei un dio per noi, perché sei forestiero» (LaLungaS, p. 114). Nel luglio del 1959 queste parole sono rivolte da un ragazzo a Pier Paolo Pasolini, giunto a Taranto nel corso di un viaggio lungo la costa italiana al volante di una Fiat Millecento. E il viaggio è una componente estremamente importante nella vita dello scrittore emiliano, che avrà profonde ripercussioni anche sulla sua produzione artistica: basti pensare all’uso di vari dialetti e all’attenzione alle minoranze linguistiche (cfr., fra gli altri, D’Achille 2019, Aprile-Gagliani 2022 e Montinaro 2023). Nel contributo proposto, in linea con il tema del convegno, si vuole andare oltre la dimensione nazionale, per cercare di individuare i lasciti linguistici dei viaggi internazionali compiuti da Pasolini (Giappone, India, Iran, Marocco, Stati Uniti) e delle sue incursioni nella letteratura straniera. Con l’obiettivo di aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza del repertorio linguistico di questo straordinario intellettuale, si passeranno in rassegna fondamentalmente tre tipologie di fonti: 1) le opere nate dai viaggi (come L’odore dell’India), 2) le testimonianze a esse riconducibili (per esempio, Fallaci 1966), 3) gli studi che analizzano l’influenza della letteratura straniera sull’opera di Pasolini (per esempio, Doi 2011).

«Ecco, tu adesso sei un dio per noi, perché sei forestiero». Le esplorazioni geografiche e linguistiche di Pier Paolo Pasolini

Montinaro Antonio
2026-01-01

Abstract

«Ecco, tu adesso sei un dio per noi, perché sei forestiero» (LaLungaS, p. 114). In July 1959, these words were addressed by a young man to Pier Paolo Pasolini, who had arrived in Taranto during a trip along the Italian coast at the wheel of a Fiat Millecento. Travel was an extremely important component in the life of the Emilian writer, which would also have profound repercussions on his artistic production: just think of his use of various dialects and his attention to linguistic minorities (see, among others, D'Achille 2019, Aprile-Gagliani 2022, and Montinaro 2023). In line with the conference theme, this paper seeks to go beyond the national dimension, to seek to identify the linguistic legacies of Pasolini's international travels (Japan, India, Iran, Morocco, the United States) and his forays into foreign literature. With the aim of adding a further piece to the knowledge of the linguistic repertoire of this extraordinary intellectual, three fundamental types of sources will be reviewed: 1) works born from travels (such as L’odore dell’India), 2) testimonies attributable to them (for example, Fallaci 1966), 3) studies that analyse the influence of foreign literature on Pasolini's work (for example, Doi 2011).
2026
979-12-5496-384-5
«Ecco, tu adesso sei un dio per noi, perché sei forestiero» (LaLungaS, p. 114). Nel luglio del 1959 queste parole sono rivolte da un ragazzo a Pier Paolo Pasolini, giunto a Taranto nel corso di un viaggio lungo la costa italiana al volante di una Fiat Millecento. E il viaggio è una componente estremamente importante nella vita dello scrittore emiliano, che avrà profonde ripercussioni anche sulla sua produzione artistica: basti pensare all’uso di vari dialetti e all’attenzione alle minoranze linguistiche (cfr., fra gli altri, D’Achille 2019, Aprile-Gagliani 2022 e Montinaro 2023). Nel contributo proposto, in linea con il tema del convegno, si vuole andare oltre la dimensione nazionale, per cercare di individuare i lasciti linguistici dei viaggi internazionali compiuti da Pasolini (Giappone, India, Iran, Marocco, Stati Uniti) e delle sue incursioni nella letteratura straniera. Con l’obiettivo di aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza del repertorio linguistico di questo straordinario intellettuale, si passeranno in rassegna fondamentalmente tre tipologie di fonti: 1) le opere nate dai viaggi (come L’odore dell’India), 2) le testimonianze a esse riconducibili (per esempio, Fallaci 1966), 3) gli studi che analizzano l’influenza della letteratura straniera sull’opera di Pasolini (per esempio, Doi 2011).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11695/158969
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