Per comprendere la politica contemporanea, prima ancora che le discipline “classiche” come politologia, sociologia, relazioni internazionali, diritto ed economia, è ritornata indispensabile la psicologia, tanto quella dinamica (meglio conosciuta come psicoanalisi) quanto quella politica, una branca, quest’ultima, ancora poco frequentata in Italia. L’obiettivo di questo libro è dunque di mostrare i meccanismi psico-politici contemporanei, in particolare di quelli della “nuova destra”, nazionalista e sovranista, e, ancora più in particolare, di quella italiana incarnata da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia. In un primo capitolo, si intende illustrare la vitalità di un filone, quello della psicologia del fascismo e della “personalità autoritaria”, di cui sono stati inventori, tra gli anni Quaranta e Sessanta del secolo scorso, psicanalisti come Wilhelm Reich e Erich Fromm, e filosofi e sociologi come quelli della Scuola di Francoforte, in particolare Theodor Adorno, che ebbe la possibilità anche di studiare la psicologia del neo nazismo tedesco degli anni Sessanta. Gli studi sullo personalità autoritaria sono poi continuati in ambito soprattutto nord americano, dove oggi sono assai fiorenti, soprattutto con la prima presidenza Trump e con la sua rielezione, ma anche in ambito italiano appaiono ancora molto attuali gli studi sulla psicologia del fascismo che lo psicanalista Elvio Fachinelli avviò negli anni Settanta e Ottanta. Le loro categorie, e quelle di altri studiosi, saranno utilizzate, nel secondo capitolo, per una sintetica psico-storia della destra italiana nell’età repubblicana, soprattuto soffermandosi sul neo fascismo del Msi e sul post fascismo di Alleanza nazionale, entrambi partiti di cui Meloni e Fratelli l'Italia sono gli eredi diretti e sempre rivendicati. Nel terzo capitolo si procederà quindi a una esame psicopolitico della cultura della nuova destra italiana, mentre nel quarto capitolo si cercherà di definire una identità al melonismo che, come il trumpismo, o come il lepenismo, è direttamente discendente dalle culture politiche della destra radicale del passato ma, in quanto movimento della tarda post modernità, è essenzialmente costruito attorno a una persona. In tal senso, e non solo, i loro partiti sono partiti personali, in cui l’Io del capo definisce la semantica della cultura politica. Per questo, assai più che per movimenti del passato della destra, pur fondati sul ruolo del capo (si pensi al dibattito se il fascismo fosse solo mussolinismo o non qualcosa di più vasto), qui la psicologia del Conduttore (o della Conduttrice) diventa fondamentale per comprendere l’identità di tutto il partito.
Psicologia della destra Dal fascismo al melonismo
Marco Gervasoni
Primo
2025-01-01
Abstract
Per comprendere la politica contemporanea, prima ancora che le discipline “classiche” come politologia, sociologia, relazioni internazionali, diritto ed economia, è ritornata indispensabile la psicologia, tanto quella dinamica (meglio conosciuta come psicoanalisi) quanto quella politica, una branca, quest’ultima, ancora poco frequentata in Italia. L’obiettivo di questo libro è dunque di mostrare i meccanismi psico-politici contemporanei, in particolare di quelli della “nuova destra”, nazionalista e sovranista, e, ancora più in particolare, di quella italiana incarnata da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia. In un primo capitolo, si intende illustrare la vitalità di un filone, quello della psicologia del fascismo e della “personalità autoritaria”, di cui sono stati inventori, tra gli anni Quaranta e Sessanta del secolo scorso, psicanalisti come Wilhelm Reich e Erich Fromm, e filosofi e sociologi come quelli della Scuola di Francoforte, in particolare Theodor Adorno, che ebbe la possibilità anche di studiare la psicologia del neo nazismo tedesco degli anni Sessanta. Gli studi sullo personalità autoritaria sono poi continuati in ambito soprattutto nord americano, dove oggi sono assai fiorenti, soprattutto con la prima presidenza Trump e con la sua rielezione, ma anche in ambito italiano appaiono ancora molto attuali gli studi sulla psicologia del fascismo che lo psicanalista Elvio Fachinelli avviò negli anni Settanta e Ottanta. Le loro categorie, e quelle di altri studiosi, saranno utilizzate, nel secondo capitolo, per una sintetica psico-storia della destra italiana nell’età repubblicana, soprattuto soffermandosi sul neo fascismo del Msi e sul post fascismo di Alleanza nazionale, entrambi partiti di cui Meloni e Fratelli l'Italia sono gli eredi diretti e sempre rivendicati. Nel terzo capitolo si procederà quindi a una esame psicopolitico della cultura della nuova destra italiana, mentre nel quarto capitolo si cercherà di definire una identità al melonismo che, come il trumpismo, o come il lepenismo, è direttamente discendente dalle culture politiche della destra radicale del passato ma, in quanto movimento della tarda post modernità, è essenzialmente costruito attorno a una persona. In tal senso, e non solo, i loro partiti sono partiti personali, in cui l’Io del capo definisce la semantica della cultura politica. Per questo, assai più che per movimenti del passato della destra, pur fondati sul ruolo del capo (si pensi al dibattito se il fascismo fosse solo mussolinismo o non qualcosa di più vasto), qui la psicologia del Conduttore (o della Conduttrice) diventa fondamentale per comprendere l’identità di tutto il partito.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


