Negli ultimi decenni, il ruolo del gioco nei processi educativi e formativi della scuola primaria ha assunto un rilievo crescente all’interno della riflessione pedagogica e delle politiche scolastiche. Il gioco, lungi dall’essere un mero strumento di svago, rappresenta un potente veicolo per lo sviluppo integrale del bambino, favorendo la crescita cognitiva, socio-emotiva e relazionale. In particolare, nella fascia di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, lo spazio ludico si configura come un ambiente di apprendimento dinamico, capace di integrare esperienze formali e informali, promuovendo competenze trasversali essenziali per la vita scolastica e sociale. Tra queste competenze, quelle interculturali rivestono un’importanza strategica nel contesto delle società contemporanee, sempre più caratterizzate da pluralismo culturale e mobilità internazionale. Il gioco, infatti, si configura come un linguaggio universale che può facilitare il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze culturali, stimolando nei bambini atteggiamenti di apertura, rispetto e collaborazione. In generale, la prospettiva di un approccio ludico-interculturale trova fondamento nella necessità di educare cittadini globali, capaci di interagire in contesti eterogenei e di affrontare le sfide poste dalla diversità culturale. In questo quadro, il presente contributo intende approfondire, da un punto di vista teorico, le potenzialità del gioco come strumento per lo sviluppo delle competenze interculturali e per la promozione dell’inclusione educativa nella scuola primaria.

Oltre il divertimento: il gioco come strumento di apprendimento interculturale e di inclusione educativa

Serena Sani
2025-01-01

Abstract

Negli ultimi decenni, il ruolo del gioco nei processi educativi e formativi della scuola primaria ha assunto un rilievo crescente all’interno della riflessione pedagogica e delle politiche scolastiche. Il gioco, lungi dall’essere un mero strumento di svago, rappresenta un potente veicolo per lo sviluppo integrale del bambino, favorendo la crescita cognitiva, socio-emotiva e relazionale. In particolare, nella fascia di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, lo spazio ludico si configura come un ambiente di apprendimento dinamico, capace di integrare esperienze formali e informali, promuovendo competenze trasversali essenziali per la vita scolastica e sociale. Tra queste competenze, quelle interculturali rivestono un’importanza strategica nel contesto delle società contemporanee, sempre più caratterizzate da pluralismo culturale e mobilità internazionale. Il gioco, infatti, si configura come un linguaggio universale che può facilitare il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze culturali, stimolando nei bambini atteggiamenti di apertura, rispetto e collaborazione. In generale, la prospettiva di un approccio ludico-interculturale trova fondamento nella necessità di educare cittadini globali, capaci di interagire in contesti eterogenei e di affrontare le sfide poste dalla diversità culturale. In questo quadro, il presente contributo intende approfondire, da un punto di vista teorico, le potenzialità del gioco come strumento per lo sviluppo delle competenze interculturali e per la promozione dell’inclusione educativa nella scuola primaria.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11695/156509
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact