Il contributo analizza i progressivi mutamenti nelle strutture sociali urbane delle città pugliesi sotto la dominazione angioina tra XIII e XIV secolo, sullo sfondo dei conflitti scatenati dalle imposizioni fiscali. Nonostante la frammentarietà della documentazione relativa alla riscossione delle imposte, è possibile ipotizzare una crescita demografica significativa fra l’inizio del regno di Carlo I e il 1320. Nel corso del XIV secolo, le tensioni provocate dal sistema tributario testimoniano i tentativi da parte del ceto dei populares – costituito da artigiani, bottegai e mercanti in ascesa economica – di ottenere l’inclusione tra i nobiles, così da essere tassati come questi ultimi, ovvero tramite imposte indirette e dazi doganali. Emergono inoltre numerosi indizi della crescente permeabilità delle classi sociali: famiglie di origine forestiera o ebraica, una volta raggiunta una certa agiatezza economica, appaiono talvolta qualificate nei documenti come nobiles viri. Conflitti interni alle città potevano infine scaturire dall’ingerenza di (arci)vescovi nell’amministrazione di fiere, dai proventi doganali concessi in appalto, oppure dalle controversie relative alla tassazione – o all’esenzione – di beni mobili e immobili situati fuori città.
Fisionomia sociale e strutture istituzionali. La dialettica dei poteri nelle città pugliesi della prima età angioina
Rosanna Alaggio
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza i progressivi mutamenti nelle strutture sociali urbane delle città pugliesi sotto la dominazione angioina tra XIII e XIV secolo, sullo sfondo dei conflitti scatenati dalle imposizioni fiscali. Nonostante la frammentarietà della documentazione relativa alla riscossione delle imposte, è possibile ipotizzare una crescita demografica significativa fra l’inizio del regno di Carlo I e il 1320. Nel corso del XIV secolo, le tensioni provocate dal sistema tributario testimoniano i tentativi da parte del ceto dei populares – costituito da artigiani, bottegai e mercanti in ascesa economica – di ottenere l’inclusione tra i nobiles, così da essere tassati come questi ultimi, ovvero tramite imposte indirette e dazi doganali. Emergono inoltre numerosi indizi della crescente permeabilità delle classi sociali: famiglie di origine forestiera o ebraica, una volta raggiunta una certa agiatezza economica, appaiono talvolta qualificate nei documenti come nobiles viri. Conflitti interni alle città potevano infine scaturire dall’ingerenza di (arci)vescovi nell’amministrazione di fiere, dai proventi doganali concessi in appalto, oppure dalle controversie relative alla tassazione – o all’esenzione – di beni mobili e immobili situati fuori città.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


