After the death of Alfonso of Aragon (1458), his illegitimate son Ferrante was proclaimed king of Naples. The prince of Taranto, Giovanni Antonio del Balzo Orsini, refused to recognize Ferrante as the legitimate heir, imposing onerous conditions for his support and instead supporting Angevin claims to the throne of Naples. Other influential figures in the feudal system stubbornly resisted Ferrante’s rise, triggering the so-called War of the Neapolitan Succession, a conflict that would last over seven years and have far-reaching and complex international political implications. In this conflict, Ferrante adopted a diplomatic strategy parallel to his military one, signing truces and separate agreements with rebellious barons and cities in order to weaken the pro-Angevin camp. The paper aims to demonstrate how the war was not limited to a mere military clash, but developed above all as a complex and ramified web of diplomatic relations, strategies, and political calculations where truces and peace negotiations played a fundamental role in favor of the Aragonese.

Dopo la morte di Alfonso d’Aragona (1458), il figlio illegittimo Ferrante fu proclamato re di Napoli. Il principe di Taranto, Giovanni Antonio del Balzo Orsini, rifiutò di riconoscere Ferrante come legittimo erede, ponendo condizioni onerose per il suo sostegno e caldeggiando piuttosto le rivendicazioni angioine sul trono di Napoli. Altri influenti esponenti della feudalità regnicola opposero ostinata resistenza all’ascesa di Ferrante innescando la cosiddetta Guerra di Successione Napoletana, uno scontro che sarebbe durato oltre sette anni e che avrebbe avuto estese e complesse implicazioni di politica internazionale. In questo conflitto Ferrante adottò una strategia diplomatica parallela a quella militare sottoscrivendo tregue e accordi separati con baroni e città ribelli al fine di indebolire lo schieramento filoangioino. Il contributo tende a dimostrare come la guerra non si ridusse al mero scontro militare, ma si sviluppò soprattutto come una complessa e ramificata trama di relazioni diplomatiche, di strategie e calcoli politici dove tregue e negoziati di pace giocarono un ruolo fondamentale a favore dell’Aragonese

Tregue e accordi di pace separati nella guerra di successione napoletana (1458-1465)

Rosanna Alaggio
2025-01-01

Abstract

After the death of Alfonso of Aragon (1458), his illegitimate son Ferrante was proclaimed king of Naples. The prince of Taranto, Giovanni Antonio del Balzo Orsini, refused to recognize Ferrante as the legitimate heir, imposing onerous conditions for his support and instead supporting Angevin claims to the throne of Naples. Other influential figures in the feudal system stubbornly resisted Ferrante’s rise, triggering the so-called War of the Neapolitan Succession, a conflict that would last over seven years and have far-reaching and complex international political implications. In this conflict, Ferrante adopted a diplomatic strategy parallel to his military one, signing truces and separate agreements with rebellious barons and cities in order to weaken the pro-Angevin camp. The paper aims to demonstrate how the war was not limited to a mere military clash, but developed above all as a complex and ramified web of diplomatic relations, strategies, and political calculations where truces and peace negotiations played a fundamental role in favor of the Aragonese.
2025
978-88-6485-151-8
Dopo la morte di Alfonso d’Aragona (1458), il figlio illegittimo Ferrante fu proclamato re di Napoli. Il principe di Taranto, Giovanni Antonio del Balzo Orsini, rifiutò di riconoscere Ferrante come legittimo erede, ponendo condizioni onerose per il suo sostegno e caldeggiando piuttosto le rivendicazioni angioine sul trono di Napoli. Altri influenti esponenti della feudalità regnicola opposero ostinata resistenza all’ascesa di Ferrante innescando la cosiddetta Guerra di Successione Napoletana, uno scontro che sarebbe durato oltre sette anni e che avrebbe avuto estese e complesse implicazioni di politica internazionale. In questo conflitto Ferrante adottò una strategia diplomatica parallela a quella militare sottoscrivendo tregue e accordi separati con baroni e città ribelli al fine di indebolire lo schieramento filoangioino. Il contributo tende a dimostrare come la guerra non si ridusse al mero scontro militare, ma si sviluppò soprattutto come una complessa e ramificata trama di relazioni diplomatiche, di strategie e calcoli politici dove tregue e negoziati di pace giocarono un ruolo fondamentale a favore dell’Aragonese
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