Il presente contributo intende tracciare una panoramica sulla politica culturale e artistica, adottata da Gregorio XIII nei confronti dei Collegi greco, maronita e armeno. Lo scopo centrale dell’articolo è quello di verificare da una parte se l’dea di ‘Oriente, formatosi nell’immaginario collettivo cinquecentesco, subisse delle modifiche grazie alla presenza delle comunità orientali nell’Urbe, dall’altra come questa stessa idea si sia riflessa nell’arredo dei collegi e delle rispettive chiese, ignorando volutamente le concrete esigenze delle comunità. Verranno dunque esaminate le complesse dinamiche che inevitabilmente si innescano nel momento in cui i giovani alunni e la loro identità culturale venivano in contatto con l’ambiente ecclesiastico post-tridentino ma anche con i docenti – letterati, teologi, giuristi – provenienti dalle loro stesse terre d’origine. In che modo interagivano fra di loro i differenti modelli identitari e come si riflettevano nelle scelte architettoniche e decorative dei rispettivi collegi? Tramite uno studio comparativo tra i diversi collegi orientali si intende mettere in evidenza queste differenti prospettive, con particolare attenzione ai mirati approcci culturali adottati da Gregorio XIII nei loro confronti.
Gregorio XIII e l'Oriente. Arte e identità nei Collegi greco, maronita e armeno
Camilla Fiore
2020-01-01
Abstract
Il presente contributo intende tracciare una panoramica sulla politica culturale e artistica, adottata da Gregorio XIII nei confronti dei Collegi greco, maronita e armeno. Lo scopo centrale dell’articolo è quello di verificare da una parte se l’dea di ‘Oriente, formatosi nell’immaginario collettivo cinquecentesco, subisse delle modifiche grazie alla presenza delle comunità orientali nell’Urbe, dall’altra come questa stessa idea si sia riflessa nell’arredo dei collegi e delle rispettive chiese, ignorando volutamente le concrete esigenze delle comunità. Verranno dunque esaminate le complesse dinamiche che inevitabilmente si innescano nel momento in cui i giovani alunni e la loro identità culturale venivano in contatto con l’ambiente ecclesiastico post-tridentino ma anche con i docenti – letterati, teologi, giuristi – provenienti dalle loro stesse terre d’origine. In che modo interagivano fra di loro i differenti modelli identitari e come si riflettevano nelle scelte architettoniche e decorative dei rispettivi collegi? Tramite uno studio comparativo tra i diversi collegi orientali si intende mettere in evidenza queste differenti prospettive, con particolare attenzione ai mirati approcci culturali adottati da Gregorio XIII nei loro confronti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.