Per il Sinisgalli del Furor Mathematicus, la scienza e la letteratura sono entrambi strumenti di misurazione della funzione del mondo: il fare poetico è epistemologicamente impostato sul fare scientifico, e questo crea una simbiosi tra la cultura artistica e quella tecnica. Secondo il poeta-ingegnere la poesia deve seguire un metodo rigoroso e deve tendere ad uno “sviluppo algebrico” che produca veri e propri congegni di parole matematicamente architettati, in quanto sia i matematici che i poeti si struggono nel tentativo di dare forma all’abisso. L’intervento si propone di indagare la natura bicefala della produzione poetica sinisgalliana, che da un lato naviga in modo rivoluzionario sulle rotte tecnico-scientifiche e della civiltà delle macchine, e dall’altro, sulla scia dei poeti lucani, si fa testimonianza attiva della sofferenza del Sud.
L’irriducibilità della poesia al metodo scientifico: Sinisgalli tra matematica e letteratura
Eleonora Rimolo
2022-01-01
Abstract
Per il Sinisgalli del Furor Mathematicus, la scienza e la letteratura sono entrambi strumenti di misurazione della funzione del mondo: il fare poetico è epistemologicamente impostato sul fare scientifico, e questo crea una simbiosi tra la cultura artistica e quella tecnica. Secondo il poeta-ingegnere la poesia deve seguire un metodo rigoroso e deve tendere ad uno “sviluppo algebrico” che produca veri e propri congegni di parole matematicamente architettati, in quanto sia i matematici che i poeti si struggono nel tentativo di dare forma all’abisso. L’intervento si propone di indagare la natura bicefala della produzione poetica sinisgalliana, che da un lato naviga in modo rivoluzionario sulle rotte tecnico-scientifiche e della civiltà delle macchine, e dall’altro, sulla scia dei poeti lucani, si fa testimonianza attiva della sofferenza del Sud.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.