L'obiettivo generale del progetto di ricerca SAFEBIOTECH (sottoposto a valutazione PRIN2022-MUR bando D.D. n. 104 del 02/02/2022) è quello di verificare e confermare la sicurezza di metodologie avanzate basate sull'uso di prodotti e metodi biotecnologici per il recupero di opere d’arte alterate appartenenti ai Beni Culturali (Cultural Heritage, CH). Inoltre, la proposta e definizione di Linee Guida condivise tra “gruppi di lavoro” di esperti nei campi della ricerca, della conservazione, del restauro e parere di referenti dell'industria del settore. L'idea della bio-conservazione nasce dall'osservazione che solo pochi microrganismi hanno un ruolo negativo nei processi naturali, mentre la maggior parte di essi sono responsabili di processi "virtuosi", come il loro ruolo nei cicli biogeochimici degli elementi, nel trattamento delle acque reflue, nel biorisanamento ambientale, ecc. Nel campo della conservazione dei CH, l'uso di microrganismi è una innovativa ed interessante alternativa ai solventi tradizionali o ad altri metodi di pulitura che possono essere aggressivi; questi microrganismi selezionati riproducono gli stessi processi biologici che avvengono in natura in condizioni ottimali e costanti. Negli ultimi vent'anni, un numero sempre crescente di gruppi di ricerca ha sperimentato ed adottato prodotti e protocolli basati sull’impiego di microrganismi quali agenti di biopulitura e bioconsolidamento di materiali alterati (pietre, pitture murali, metalli, carta, tessuti, ecc.). Tuttavia, spesso tali applicazioni risultano legate alle caratteristiche specifiche dell’alterazione del singolo reperto. Appaiono pertanto alcune lacune come l’assenza di una visione più ampia delle applicazioni del settore, dove vantaggi e limiti siano valutati in modo attento e critico, ed una sintesi di informazioni ed esperienze anche nella prospettiva di un ulteriore impiego e diffusione del biorestauro delle opere d’arte. Se da un lato l’interesse nel campo del biorestauro dell'uso di microrganismi (batteri, lieviti) o di enzimi è già presente, è pur vero che tra gli operatori del settore, restauratori e responsabili pubblico-privati, siano sorte numerose domande sui rischi, sulla sicurezza di queste metodologie. Le principali domande a cui rispondere sono: questa tecnologia è davvero sicura per il settore dei CH? I potenziali vantaggi sono maggiori dei rischi? Questo approccio microbiologico è potenzialmente pericoloso? Quali linee guida sono oggi disponibili per il recupero di opere d’arte alterate? Le ricerche di base e applicate per il recupero e la conservazione come possono essere di aiuto? Per rispondere a queste importanti domande, il progetto SAFEBIOTECH ed il presente team di ricerca nazionale (Unimol e sub-unità IGIIC+ Uninsubria) mira ad unire e valorizzare le esperienze ventennali nel settore, con l’obiettivo di mettere a punto uno strumento operativo quali LINEE GUIDA di BIORESTAURO, una sintesi ragionata e verificata non solo in termini di efficienza-efficacia, ma anche di sicurezza e sostenibilità dei materiali e delle procedure riconducibili alle biotecnologie fino ad oggi impiegate, nel rispetto delle opere d'arte, degli operatori del restauro e dell'ambiente.

SICUREZZA DEI MATERIALI, DELLE TECNOLOGIE E LINEE GUIDA SOSTENIBILI PER LA BIO-CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

Giancarlo Ranalli;Antonio Bucci;Francesca Fantasma;Margherita Palmieri;Gabriella Saviano;
2022-01-01

Abstract

L'obiettivo generale del progetto di ricerca SAFEBIOTECH (sottoposto a valutazione PRIN2022-MUR bando D.D. n. 104 del 02/02/2022) è quello di verificare e confermare la sicurezza di metodologie avanzate basate sull'uso di prodotti e metodi biotecnologici per il recupero di opere d’arte alterate appartenenti ai Beni Culturali (Cultural Heritage, CH). Inoltre, la proposta e definizione di Linee Guida condivise tra “gruppi di lavoro” di esperti nei campi della ricerca, della conservazione, del restauro e parere di referenti dell'industria del settore. L'idea della bio-conservazione nasce dall'osservazione che solo pochi microrganismi hanno un ruolo negativo nei processi naturali, mentre la maggior parte di essi sono responsabili di processi "virtuosi", come il loro ruolo nei cicli biogeochimici degli elementi, nel trattamento delle acque reflue, nel biorisanamento ambientale, ecc. Nel campo della conservazione dei CH, l'uso di microrganismi è una innovativa ed interessante alternativa ai solventi tradizionali o ad altri metodi di pulitura che possono essere aggressivi; questi microrganismi selezionati riproducono gli stessi processi biologici che avvengono in natura in condizioni ottimali e costanti. Negli ultimi vent'anni, un numero sempre crescente di gruppi di ricerca ha sperimentato ed adottato prodotti e protocolli basati sull’impiego di microrganismi quali agenti di biopulitura e bioconsolidamento di materiali alterati (pietre, pitture murali, metalli, carta, tessuti, ecc.). Tuttavia, spesso tali applicazioni risultano legate alle caratteristiche specifiche dell’alterazione del singolo reperto. Appaiono pertanto alcune lacune come l’assenza di una visione più ampia delle applicazioni del settore, dove vantaggi e limiti siano valutati in modo attento e critico, ed una sintesi di informazioni ed esperienze anche nella prospettiva di un ulteriore impiego e diffusione del biorestauro delle opere d’arte. Se da un lato l’interesse nel campo del biorestauro dell'uso di microrganismi (batteri, lieviti) o di enzimi è già presente, è pur vero che tra gli operatori del settore, restauratori e responsabili pubblico-privati, siano sorte numerose domande sui rischi, sulla sicurezza di queste metodologie. Le principali domande a cui rispondere sono: questa tecnologia è davvero sicura per il settore dei CH? I potenziali vantaggi sono maggiori dei rischi? Questo approccio microbiologico è potenzialmente pericoloso? Quali linee guida sono oggi disponibili per il recupero di opere d’arte alterate? Le ricerche di base e applicate per il recupero e la conservazione come possono essere di aiuto? Per rispondere a queste importanti domande, il progetto SAFEBIOTECH ed il presente team di ricerca nazionale (Unimol e sub-unità IGIIC+ Uninsubria) mira ad unire e valorizzare le esperienze ventennali nel settore, con l’obiettivo di mettere a punto uno strumento operativo quali LINEE GUIDA di BIORESTAURO, una sintesi ragionata e verificata non solo in termini di efficienza-efficacia, ma anche di sicurezza e sostenibilità dei materiali e delle procedure riconducibili alle biotecnologie fino ad oggi impiegate, nel rispetto delle opere d'arte, degli operatori del restauro e dell'ambiente.
2022
9788840406190
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11695/114748
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact