Il lavoro approfondisce sotto il profilo giuridico la possibilità di introdurre un distretto transnazionale di pesca, inteso quale unico sistema di gestione integrato dell’attività ittica su una determinata area. L'analisi verte sugli assetti di governance europea, per non rischiare che la formazione del distretto possa essere impedita dalla Comunità e sul sistema istituzionale interno del nostro ordinamento. La conclusione cui si giunge è che sarebbe preferibile che la proposta, alla luce della normativa vigente, provenga dal ministro competente sulla pesca marittima (il titolare del Ministero per le politiche agricole, forestali e alimentari): prima sarebbe necessario stipulare un accordo internazionale tra i vari paesi UE ed extra UE, poi integrare tali regole all’interno delle norme della Politica comunitaria della pesca (PCP) (eventualmente attraverso una Iczm), ed, infine, applicare le nuove disposizioni a livello locale e territoriale, anche attraverso le regioni italiane interessate e gli Stati confinanti o le loro “amministrazioni” eventualmente competenti.

I distretti di pesca transnazionali. Una proposta di sviluppo del territorio costiero del Piceno

BRUNO, Francesco
2006

Abstract

Il lavoro approfondisce sotto il profilo giuridico la possibilità di introdurre un distretto transnazionale di pesca, inteso quale unico sistema di gestione integrato dell’attività ittica su una determinata area. L'analisi verte sugli assetti di governance europea, per non rischiare che la formazione del distretto possa essere impedita dalla Comunità e sul sistema istituzionale interno del nostro ordinamento. La conclusione cui si giunge è che sarebbe preferibile che la proposta, alla luce della normativa vigente, provenga dal ministro competente sulla pesca marittima (il titolare del Ministero per le politiche agricole, forestali e alimentari): prima sarebbe necessario stipulare un accordo internazionale tra i vari paesi UE ed extra UE, poi integrare tali regole all’interno delle norme della Politica comunitaria della pesca (PCP) (eventualmente attraverso una Iczm), ed, infine, applicare le nuove disposizioni a livello locale e territoriale, anche attraverso le regioni italiane interessate e gli Stati confinanti o le loro “amministrazioni” eventualmente competenti.
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