Si ritiene in modo pressoché unanime che la nascita della provincia del Samnium , negli anni centrali del IV secolo d.C., sia stata la risposta dell’amministrazione centrale ad un violento terremoto che nel 346 avrebbe colpito il settore centro-appenninico della penisola, devastando le città dell’area sannita, allora unita alla Campania. A fronte delle devastazioni subite, il potere centrale avrebbe deciso, negli anni immediatamente successivi, il distacco dalla Campania dell’area colpita dal sisma e la sua costituzione in provincia – il Samnium – per consentirne la ripresa mediante interventi mirati, in particolare, al recupero del patrimonio edilizio urbano. L’azione imperiale avrebbe dunque teso, migliorando la gestione amministrativa della regione investita dal sisma, a riattivare la vita economica delle città, risanando gli edifici pubblici al fine di ripristinare le regolari funzioni dei centri urbani; in tale ottica, i funzionari succedutisi nel governo del Samnium avrebbero operato dando la precedenza a particolari categorie di edifici (macella, terme, edifici giudiziari). Tuttavia, riconsiderati nel loro insieme, i dati letterari, epigrafici ed archeologici oggi disponibili non sembrano confermare questo modello di terremoto catastrofico e l’ipotesi di un distacco del Samnium dalla Campania quale misura politico-amministrativa decisa dal centro per rilanciare un area sconvolta da un evento sismico. Questo vi fu, intorno alla metà del IV secolo, come testimoniano le fonti cronachistiche, ma tanto il suo impatto sul territorio quanto le conseguenze sul piano politico, amministrativo ed economico, al momento, non sono valutabili. Anzi, se ci si deve attenere al dato epigrafico e porre in relazione l’attività edilizia di Fabio Massimo con il terremoto del 346, pur nei limiti imposti da una documentazione che potrebbe mutare con il rinvenimento di nuove iscrizioni, se ne potrebbe dedurre che il sisma abbia interessato solo una limitata porzione della nuova provincia, con danni agli edifici tutto sommato limitati o, quanto meno, non particolarmente ingenti, non giustificando un intervento di riorganizzazione amministrativa quale la creazione della provincia del Samnium. Altre, dunque, furono le ragioni che spinsero il potere centrale a creare questa nuova provincia.

La provincia del Samnium e il terremoto del 346 d.C

SORICELLI, Gianluca
2009

Abstract

Si ritiene in modo pressoché unanime che la nascita della provincia del Samnium , negli anni centrali del IV secolo d.C., sia stata la risposta dell’amministrazione centrale ad un violento terremoto che nel 346 avrebbe colpito il settore centro-appenninico della penisola, devastando le città dell’area sannita, allora unita alla Campania. A fronte delle devastazioni subite, il potere centrale avrebbe deciso, negli anni immediatamente successivi, il distacco dalla Campania dell’area colpita dal sisma e la sua costituzione in provincia – il Samnium – per consentirne la ripresa mediante interventi mirati, in particolare, al recupero del patrimonio edilizio urbano. L’azione imperiale avrebbe dunque teso, migliorando la gestione amministrativa della regione investita dal sisma, a riattivare la vita economica delle città, risanando gli edifici pubblici al fine di ripristinare le regolari funzioni dei centri urbani; in tale ottica, i funzionari succedutisi nel governo del Samnium avrebbero operato dando la precedenza a particolari categorie di edifici (macella, terme, edifici giudiziari). Tuttavia, riconsiderati nel loro insieme, i dati letterari, epigrafici ed archeologici oggi disponibili non sembrano confermare questo modello di terremoto catastrofico e l’ipotesi di un distacco del Samnium dalla Campania quale misura politico-amministrativa decisa dal centro per rilanciare un area sconvolta da un evento sismico. Questo vi fu, intorno alla metà del IV secolo, come testimoniano le fonti cronachistiche, ma tanto il suo impatto sul territorio quanto le conseguenze sul piano politico, amministrativo ed economico, al momento, non sono valutabili. Anzi, se ci si deve attenere al dato epigrafico e porre in relazione l’attività edilizia di Fabio Massimo con il terremoto del 346, pur nei limiti imposti da una documentazione che potrebbe mutare con il rinvenimento di nuove iscrizioni, se ne potrebbe dedurre che il sisma abbia interessato solo una limitata porzione della nuova provincia, con danni agli edifici tutto sommato limitati o, quanto meno, non particolarmente ingenti, non giustificando un intervento di riorganizzazione amministrativa quale la creazione della provincia del Samnium. Altre, dunque, furono le ragioni che spinsero il potere centrale a creare questa nuova provincia.
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