Lo studio proposto muove dalla considerazione che sia la crisi del welfare state occidentale della seconda metà del novecento, che il processo di integrazione comunitaria hanno innescato e sostenuto, in molti stati europei, dinamiche di decentramento normativo ed amministrativo, con particolare riferimento alle competenze istituzionali nei settori della sanità e dei servizi sociali. Si descrive quindi brevemente il processo di decentramento legislativo, amministrativo e finanziario del welfare sociale e sanitario italiano, il quale pone però nuove criticità in ordine alla garanzia del modello universalistico ed egualitaristico-redistributivo delineato nella Carta fondamentale. In questa prospettiva si analizzano le disposizioni degli statuti regionali approvati negli anni 2000 che riguardano la tutela dei diritti sociali al fine di valutare se essi rivelino indirizzi regionali peculiari, aprendo la via a nuove differenziazioni regionali nella tutela dei diritti sociali. Infine, considerando la giurisprudenza costituzionale che ha ritenuto le disposizioni programmatiche degli statuti regionali prive di efficacia giuridica, ci si interroga se ed in quale misura sia da considerarsi preclusa per queste disposizioni statutarie la possibilità di produrre effetti giuridici conformanti la legislazione regionale e l’amministrazione locale.

Le disposizioni programmatiche dei nuovi Statuti regionali sulla tutela dei diritti sociali: tanti "proclami" e poca efficacia

FERIOLI, Elena Amalia
2008

Abstract

Lo studio proposto muove dalla considerazione che sia la crisi del welfare state occidentale della seconda metà del novecento, che il processo di integrazione comunitaria hanno innescato e sostenuto, in molti stati europei, dinamiche di decentramento normativo ed amministrativo, con particolare riferimento alle competenze istituzionali nei settori della sanità e dei servizi sociali. Si descrive quindi brevemente il processo di decentramento legislativo, amministrativo e finanziario del welfare sociale e sanitario italiano, il quale pone però nuove criticità in ordine alla garanzia del modello universalistico ed egualitaristico-redistributivo delineato nella Carta fondamentale. In questa prospettiva si analizzano le disposizioni degli statuti regionali approvati negli anni 2000 che riguardano la tutela dei diritti sociali al fine di valutare se essi rivelino indirizzi regionali peculiari, aprendo la via a nuove differenziazioni regionali nella tutela dei diritti sociali. Infine, considerando la giurisprudenza costituzionale che ha ritenuto le disposizioni programmatiche degli statuti regionali prive di efficacia giuridica, ci si interroga se ed in quale misura sia da considerarsi preclusa per queste disposizioni statutarie la possibilità di produrre effetti giuridici conformanti la legislazione regionale e l’amministrazione locale.
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