"Scuola a Casa" è una pagina creata nel social network Facebook attraverso la quale una molteplicità di operatori, uniti dall’interesse verso le tematiche educative rivolte a coloro che per diverse ragioni non possono accedere a scuola, si confrontano e si scambiano esperienze e informazioni. Questa community on line è stata avviata nell'ambito delle attività del progetto WISE (www.wisefirb.it), tuttora attiva, e persegue lo scopo di mettere in contatto soprattutto operatori della scuola che vogliono discutere, segnalare e condividere esperienze nel settore dell'istruzione degli studenti che per un periodo più o meno lungo sono costretti a casa per motivi di salute. L’idea nasce anche dal fatto che sulla problematica lavorano docenti fortemente coinvolti e impegnati in esperienze molto interessanti, ma con una limitata possibilità di confronto esterno. Sono esperienze intense che riguardano di volta in volta uno o al massimo due studenti e mettono in rete una molteplicità di realtà territoriali secondo dettami di legge nazionali. La complessità didattica legata alla particolarità della situazione, le strategie educative e tecnologiche elaborate rappresentano un terreno di confronto e di apprendimento per i docenti decisamente significativo. Tali esperienze, seppur significative, si disperdono facilmente e non possono essere raccolte dalle singole comunità scolastiche, in quanto difficilmente esse sono coinvolte globalmente e ripetutamente nel tempo. Il limite spaziale e temporale delle relazioni e dei confronti in presenza, può essere facilmente superato attraverso l’attivazione di uno spazio online ospitata all’interno di un social network. Il web2.0 viene in soccorso per fornire maggiori opportunità di confronto fra esperti grazie ad una molteplicità dei contatti raggiungibili in ogni momento. Ecco dunque l’esigenza di costruire una comunità di pratiche (Wenger, 2007; Trentin, 2004; Fabbri, 2007) che possa essere di supporto a chi si trova a rapportarsi seppur temporaneamente con home bound, mettendo in rete le esperienze e le competenze acquisite. Temi di discussione possono essere didattici (i dispositivi utilizzati, com’è stata organizzata la lezione, i materiali in rete, le fasi di interazione), psicologici (quali dinamiche si sono create, quali relazioni scaturiscono tra la classe e l’home bound, come valorizzare sia gli aspetti didattici, sia gli aspetti relazionali), tecnologici (quali tecnologie sono state impiegate per la comunicazione, quali ambienti meglio supportano l’attività). La sperimentazione perseguita all’interno del social network Facebook con la pagina denominata “Scuola a casa” ha mirato, oltre alle finalità indicate, anche all’osservazione delle dinamiche che avvengono all’avvio e durante la vita di una community online. All’interno di una pagina Facebook ha quindi preso avvio una community composta da una pluralità di persone convolte a diverso titolo e ruolo nell’ambito della formazione e del supporto a coloro che per un periodo temporaneo sono necessariamente distanti dal contesto scolastico.

Attivare una community in Facebook: l’esperienza di “Scuola a casa”

BONOMETTI, Stefano
2012

Abstract

"Scuola a Casa" è una pagina creata nel social network Facebook attraverso la quale una molteplicità di operatori, uniti dall’interesse verso le tematiche educative rivolte a coloro che per diverse ragioni non possono accedere a scuola, si confrontano e si scambiano esperienze e informazioni. Questa community on line è stata avviata nell'ambito delle attività del progetto WISE (www.wisefirb.it), tuttora attiva, e persegue lo scopo di mettere in contatto soprattutto operatori della scuola che vogliono discutere, segnalare e condividere esperienze nel settore dell'istruzione degli studenti che per un periodo più o meno lungo sono costretti a casa per motivi di salute. L’idea nasce anche dal fatto che sulla problematica lavorano docenti fortemente coinvolti e impegnati in esperienze molto interessanti, ma con una limitata possibilità di confronto esterno. Sono esperienze intense che riguardano di volta in volta uno o al massimo due studenti e mettono in rete una molteplicità di realtà territoriali secondo dettami di legge nazionali. La complessità didattica legata alla particolarità della situazione, le strategie educative e tecnologiche elaborate rappresentano un terreno di confronto e di apprendimento per i docenti decisamente significativo. Tali esperienze, seppur significative, si disperdono facilmente e non possono essere raccolte dalle singole comunità scolastiche, in quanto difficilmente esse sono coinvolte globalmente e ripetutamente nel tempo. Il limite spaziale e temporale delle relazioni e dei confronti in presenza, può essere facilmente superato attraverso l’attivazione di uno spazio online ospitata all’interno di un social network. Il web2.0 viene in soccorso per fornire maggiori opportunità di confronto fra esperti grazie ad una molteplicità dei contatti raggiungibili in ogni momento. Ecco dunque l’esigenza di costruire una comunità di pratiche (Wenger, 2007; Trentin, 2004; Fabbri, 2007) che possa essere di supporto a chi si trova a rapportarsi seppur temporaneamente con home bound, mettendo in rete le esperienze e le competenze acquisite. Temi di discussione possono essere didattici (i dispositivi utilizzati, com’è stata organizzata la lezione, i materiali in rete, le fasi di interazione), psicologici (quali dinamiche si sono create, quali relazioni scaturiscono tra la classe e l’home bound, come valorizzare sia gli aspetti didattici, sia gli aspetti relazionali), tecnologici (quali tecnologie sono state impiegate per la comunicazione, quali ambienti meglio supportano l’attività). La sperimentazione perseguita all’interno del social network Facebook con la pagina denominata “Scuola a casa” ha mirato, oltre alle finalità indicate, anche all’osservazione delle dinamiche che avvengono all’avvio e durante la vita di una community online. All’interno di una pagina Facebook ha quindi preso avvio una community composta da una pluralità di persone convolte a diverso titolo e ruolo nell’ambito della formazione e del supporto a coloro che per un periodo temporaneo sono necessariamente distanti dal contesto scolastico.
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