La tecnologia, definita oggi sociale in quanto parte integrante della vita comuniaria, longa manus dell’uomo contemporaneo, porta con sé delle dicotomie evidenti: se, da un lato, essa permette di comunicare in modo più semplice ed immediato, dall’altro la sua pervasività può portare gli inidividui ad essere costantemente (iper)connessi, in un circuito di disponibilità, di partecipazione e di performance continue. Non solo la perfomatività ma anche categorie quali lo spazio, il tempo, la corporeità, il rapporto con il ciclo di vita, l’organizzazione del sé e della propria identità (individuale e sociale) si complessificano e modificano. Le emozioni, in tal contesto, assumono forme mediate perché passano attraverso schermi, piattaforme, chat, blog dove si prediligono brevi ed istantanei messaggi (ivi comprese le emojis e i meme oltre che le immagini più tradizionali) che possono ridurre o appiattire il reale significato di ciò che si vuole esprimere e con essi anche il senso intrinseco delle emozioni che si vogliono condividere. La relazione, il pensiero, il comportamento che sono il prodotto emotivo dell’interazione umana, manifestazione della social presence (Garrison, Anderson, Archer,2000), vengono prodotte attraverso modalità altre, spesso divergenti o assumono forme estreme nel mondo virtuale. Dove l’assenza di corporeità viene surclassata dalle parole e dai post delle persone che se di solito sono molto educate nella realtà, al contrario sul web possono divenire molto aggressive (Zauberei,2017). Le emozioni, in altri termini, nell’interazione on line sembrano cambiare, vissute ed esperite differentemente che nel contesto pragmatico.

Cyberbullismo e devianza emozionale: la comprensione del comportamento deviante nella sintesi fra reale e virtuale

D'Ambrosio M
2020

Abstract

La tecnologia, definita oggi sociale in quanto parte integrante della vita comuniaria, longa manus dell’uomo contemporaneo, porta con sé delle dicotomie evidenti: se, da un lato, essa permette di comunicare in modo più semplice ed immediato, dall’altro la sua pervasività può portare gli inidividui ad essere costantemente (iper)connessi, in un circuito di disponibilità, di partecipazione e di performance continue. Non solo la perfomatività ma anche categorie quali lo spazio, il tempo, la corporeità, il rapporto con il ciclo di vita, l’organizzazione del sé e della propria identità (individuale e sociale) si complessificano e modificano. Le emozioni, in tal contesto, assumono forme mediate perché passano attraverso schermi, piattaforme, chat, blog dove si prediligono brevi ed istantanei messaggi (ivi comprese le emojis e i meme oltre che le immagini più tradizionali) che possono ridurre o appiattire il reale significato di ciò che si vuole esprimere e con essi anche il senso intrinseco delle emozioni che si vogliono condividere. La relazione, il pensiero, il comportamento che sono il prodotto emotivo dell’interazione umana, manifestazione della social presence (Garrison, Anderson, Archer,2000), vengono prodotte attraverso modalità altre, spesso divergenti o assumono forme estreme nel mondo virtuale. Dove l’assenza di corporeità viene surclassata dalle parole e dai post delle persone che se di solito sono molto educate nella realtà, al contrario sul web possono divenire molto aggressive (Zauberei,2017). Le emozioni, in altri termini, nell’interazione on line sembrano cambiare, vissute ed esperite differentemente che nel contesto pragmatico.
978-88-590-2393-7
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11695/102264
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