Nella tradizione culturale e nell’ordinamento universitario italiano, dall’Unità del Paese fino ad oggi, il diritto canonico e il diritto ecclesiastico hanno assunto la configurazione di due discipline abbinate e difficilmente separabili. In realtà, la loro unione ed articolazione costituiscono l’effetto di una duplice opzione politico-legislativa dello Stato liberale: la soppressione delle facoltà statali di teologia (1873), dove il diritto canonico continuava ad essere insegnato, e l’istituzione di cattedre di diritto ecclesiastico nelle facoltà giuridiche (a partire dal 1884). A queste ultime cattedre (in analogia parziale con la strutturazione assunta dalla formazione giuridica universitaria in Germania, in Belgio e in Francia), veniva affidato il compito di studiare il complesso delle norme relative alla vita delle Chiese, emanate sia dall’autorità ecclesiastica che da quella secolare. Questa inziale mescolanza di norme e di princìpi del diritto della Chiesa e del diritto dello Stato, dovuta alla necessità della legislazione e della dottrina civile di creare un ponte ideologicamente neutro tra due ordinamenti autonomi, ha dato luogo a un corrispondente intreccio di metodi e di contenuti, nonché di scuole e di studiosi, che ha trovato la sua piena realizzazione nel periodo fascista. Anche in seguito ad una più decisa separazione tra le due discipline, realizzatasi in modo deciso nel periodo repubblicano, l’osmosi tra diritto canonico e diritto ecclesiastico ha continuato a proporsi sotto forma di metodo. L’esito finale è stato quello di una perdurante attualità ed utilità dello studio del diritto della Chiesa, nella convinzione che la comprensione dei caratteri di rigidità della struttura istituzionale della Chiesa possa essere fruttuoso, nello stesso tempo, sia per favorire un aggiornamento ed un adeguamento dell’istituzione ecclesiastica all’evoluzione sociale che per una più completa formazione culturale e giuridica del giurista contemporaneo.

Il diritto canonico nella formazione del giurista contemporaneo

Parisi Marco
2019-01-01

Abstract

Nella tradizione culturale e nell’ordinamento universitario italiano, dall’Unità del Paese fino ad oggi, il diritto canonico e il diritto ecclesiastico hanno assunto la configurazione di due discipline abbinate e difficilmente separabili. In realtà, la loro unione ed articolazione costituiscono l’effetto di una duplice opzione politico-legislativa dello Stato liberale: la soppressione delle facoltà statali di teologia (1873), dove il diritto canonico continuava ad essere insegnato, e l’istituzione di cattedre di diritto ecclesiastico nelle facoltà giuridiche (a partire dal 1884). A queste ultime cattedre (in analogia parziale con la strutturazione assunta dalla formazione giuridica universitaria in Germania, in Belgio e in Francia), veniva affidato il compito di studiare il complesso delle norme relative alla vita delle Chiese, emanate sia dall’autorità ecclesiastica che da quella secolare. Questa inziale mescolanza di norme e di princìpi del diritto della Chiesa e del diritto dello Stato, dovuta alla necessità della legislazione e della dottrina civile di creare un ponte ideologicamente neutro tra due ordinamenti autonomi, ha dato luogo a un corrispondente intreccio di metodi e di contenuti, nonché di scuole e di studiosi, che ha trovato la sua piena realizzazione nel periodo fascista. Anche in seguito ad una più decisa separazione tra le due discipline, realizzatasi in modo deciso nel periodo repubblicano, l’osmosi tra diritto canonico e diritto ecclesiastico ha continuato a proporsi sotto forma di metodo. L’esito finale è stato quello di una perdurante attualità ed utilità dello studio del diritto della Chiesa, nella convinzione che la comprensione dei caratteri di rigidità della struttura istituzionale della Chiesa possa essere fruttuoso, nello stesso tempo, sia per favorire un aggiornamento ed un adeguamento dell’istituzione ecclesiastica all’evoluzione sociale che per una più completa formazione culturale e giuridica del giurista contemporaneo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11695/90266
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