Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati - SPRAR - prevede un percorso di accoglienza integrata dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria e umanitaria attraverso l’erogazione di servizi, in aree definite, che costituiscono il core service dell’offerta. Gli attori, cui è demandata la pianificazione e l’implementazione delle attività dei servizi, sono l’ente locale proponente del progetto SPRAR, unico soggetto titolare del finanziamento, e l’ente gestore-attuatore, una organizzazione non profit, che partendo dalla mappatura degli stakeholder locali e dall’analisi dei servizi territoriali esistenti e coordinati con i servizi specifici creati ad hoc, elaborano l’idea progettuale finalizzata a soddisfare una domanda di bisogni differenziati in un triangolo di vincoli (obiettivi, risorse e tempo). Gli orientamenti gestionali dei progetti SPRAR, nella eterogeneità che si riscontra a livello nazionale, possono essere ricondotti a un orientamento alla offerta e un orientamento alla domanda. La riflessione teorica si è focalizzata su: a) tre casi studio, uno per ogni regione (Emilia Romagna,Lazio e Molise), accomunati dal particolare processo strategico-operativo orientato alla capacity building in tutte le sue fasi, insieme alla capacity development, ossia sviluppo di un sistema relazionale, e alla capacity strenghtening, vale a dire valorizzazione delle risorse e competenze territoriali esistenti: b) cinque casi studio del Molise, il cui processo gestionale efficiente costituisce un laboratorio di capacity building e buone pratiche per sviluppare nel tempo un orientamento alla domanda.

Il processo strategico-operativo del percorso di accoglienza integrata delle donne migranti forzate: alcune evidenze empiriche

Buccione Concettina
2019

Abstract

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati - SPRAR - prevede un percorso di accoglienza integrata dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria e umanitaria attraverso l’erogazione di servizi, in aree definite, che costituiscono il core service dell’offerta. Gli attori, cui è demandata la pianificazione e l’implementazione delle attività dei servizi, sono l’ente locale proponente del progetto SPRAR, unico soggetto titolare del finanziamento, e l’ente gestore-attuatore, una organizzazione non profit, che partendo dalla mappatura degli stakeholder locali e dall’analisi dei servizi territoriali esistenti e coordinati con i servizi specifici creati ad hoc, elaborano l’idea progettuale finalizzata a soddisfare una domanda di bisogni differenziati in un triangolo di vincoli (obiettivi, risorse e tempo). Gli orientamenti gestionali dei progetti SPRAR, nella eterogeneità che si riscontra a livello nazionale, possono essere ricondotti a un orientamento alla offerta e un orientamento alla domanda. La riflessione teorica si è focalizzata su: a) tre casi studio, uno per ogni regione (Emilia Romagna,Lazio e Molise), accomunati dal particolare processo strategico-operativo orientato alla capacity building in tutte le sue fasi, insieme alla capacity development, ossia sviluppo di un sistema relazionale, e alla capacity strenghtening, vale a dire valorizzazione delle risorse e competenze territoriali esistenti: b) cinque casi studio del Molise, il cui processo gestionale efficiente costituisce un laboratorio di capacity building e buone pratiche per sviluppare nel tempo un orientamento alla domanda.
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